Titolo: Whisper of the heart (Mimi wo sumaseba).
Genere: anime, animazione, commedia.
Regista: Kondo Yoshifumi.
Anno: 1995.
Voto: 7.5.
Ecco un altro di quei prodotti, che siano animazione o film non ha importanza, che mi fa riflettere sul trend culturale in Italia: questo bellissimo film dello Studio Ghibli, diretto da Kondo Yoshifumi e sceneggiato da Hayao Miyazaki (di cui ho già recensito Nausicaa della valle del vento, Il castello errante di Howl, La città incantata, Lupin III - Il castello di Cagliostro) non è mai sta importato in Italia, tanto che lo si trova solo sottotitolato (se va bene in italiano, se no ci si deve accontentare del'inglese, del francese o della lingua straniera che si conosce :), mentre al cinema e in tv è pieno di robaccia immonda per ragazzini decerebrati o adulti dalla mente ottenebrata.
Ehm, forse ho esagerato... o forse no? :p
Vabbé, questo per dire che Whisper of the heart (che in italiano sarebbe "sussurro del cuore") è un ottimo film... come peraltro capita sempre quando di mezzo c'è lo Studio Ghibli.
Ma torniamo al film: Shizuku è una ragazzina che vive in una tranquilla cittadina giapponese, e ha due grandi passioni: la lettura e l'arrangiamento in giapponese di canzoni straniere.
Una di queste, che peraltro fa da sigla di apertura al film, è la nota "Country road" di John Denver, che per l'appunto Shizuku sta cercando di arrangiare nella sua lingua madre.
Durante una delle sue ricerche bibliografiche (tra l'altro suo padre fa il bibliotecario), la ragazza si accorge che nella lista di coloro che hanno preso in prestito i medesimi libri che ha preso lei c'è sempre un certo Asegawa... chi sarà mai?
Questo in sostanza è l'avvio di Whisper of the heart, un film di animazione molto tenero e dolce che si fa guardare con grande piacere e che contiene degli spunti sia narrativi sia esistenziali di spessore.
Tra i primi, cito alcuni episodi particolarmente efficaci: la rincorsa del gatto Moon (chiamato così perchè talmente grasso da sembrare una luna piena), che inizia dalla metropolitana e finisce in un curioso negozietto; la scena del bellissimo orologio a pendolo; la piccola orchestra che si viene a creare spontaneamente tra Shizuku, il suo amico violinista Seiji e altre persone; i viaggi fantastici della ragazza con il Barone (che si rincontrerà poi nel seguito del film, The cut returns).
Tra i secondi, ne cito uno, di non poco valore: Shizuku, nel sentir parlare Seiji, che ha deciso di volersi specializzare nella costruzione di violini nella città italiana di Cremona, si rende conto che al contrario lei non ha un simile sogno e che anzi deve ancora decidere che fare nella sua vita.
Ma forse un film di animazione la cui realizzazione tecnica è impeccabile, originale e pieno di momenti profondi e coinvolgenti non è abbastanza per il pubblico italiano... e allora, torniamo a guardare il festival di Sanremo o il Grande fratello (oggi sono un po' polemico ;)!
Scherzi a parte (beh, non scherzavo poi tanto), io il film ve l'ho consigliato, ora tocca a voi.
In chiusura, allego uno spezzone del film, quello dell'orchestrina improvvisata.
Buona visione.
Fosco Del Nero
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