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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare.

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te.

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno.

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Se vuoi che il mondo cambi, inizia a darti da fare tu stesso.

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

Corso di esistenza

mercoledì 8 giugno 2016

Chitty chitty bang bang - Ken Hughes

Come sa chi legge con assiduità il blog, ogni tanto faccio un tuffo nel passato, ripescando film di ormai svariati decenni fa: stavolta andiamo indietro di quasi mezzo secolo, fino al 1968, anno di produzione di Chitty chitty bang bang, una commedia musicale con protagonista l’allora celebre Dick Van Dyke

… il quale, per chi non lo sapesse, era lo spazzacamino di Mary Poppins, col film che molto probabilmente ambiva a ripercorrere le orme di colui che lo aveva preceduto di quattro anno, ma che in Italia è rimasto pressoché sconosciuto.

L’intento è abbastanza chiaro non solo per la presenza di Dick Van Dyke, come sempre buon attore, buon comico e ottimo ballerino, ma anche per il genere del film: siamo nella commedia, siamo nei buoni sentimenti, e abbiamo qualche incursione nel musical.
E difatti dal film è stato tratto successivamente un musical… mentre il film, a sua volta, è stato tratto da un romanzo di Ian Fleming, che fu famoso però soprattutto per aver creato il personaggio di James Bond in una dozzina di romanzi. Ma oltre al romanzo originario, c’è da sottolineare la sceneggiatura di Roald Dahl, autore di romanzi per bambini-ragazzi, nonché discreto frequentatore di Hollywood, giacché diverse sue opere sono state portate su schermo, e ad alcune ha anche partecipato come sceneggiatore: ricordiamo Gremlins, James e la pesca gigante, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, Fantastic Mr Fox.

In effetti l’intero film ha spiccata una nota d’infanzia, inserendosi perfettamente in quel filone di film educativi e per famiglie di quegli anni.
Nonostante un’ottima colonna sonora (all'altezza se non addirittura superiore), tuttavia, la distanza col capolavoro Mary Poppins è ampia, pur non essendo Chitty chitty bang bang malaccio.

Ecco in sintesi la trama del film: Caractacus Potts (Dick Van Dyke) è vedovo e vive con i suoi due figli, Gemma (Heather Ripley) e Gianni (Adrian Hall), nonché col bizzarro padre.
Un bel giorno i due bambini fanno la conoscenza di Stella Scrumptious, bella donna dell’alta borghesia, la quale, dopo un primo impatto battagliero con Caractacus, si affeziona molto a tutti e tre. Il caso vuole poi che l’uomo finisca nell’azienda del padre di lei a proporgli una sua invenzione, una sorta di dolce-fischietto. 

Durante un pic-nic tra i quattro, Caractacus inizia a raccontare una storia che li vedrà coinvolti tutti e quattro: il malvagio Barone Bombarda, re di Vulgaria, vede la loro bella macchina, soprannominata Chitty chitty bang bang, e decide di impadronirsene, utilizzando ogni mezzo.
Da qui un susseguirsi di avventure, inseguimenti e chi più ne ha più ne metta, con in mezzo anche personaggi curiosi, come l’acchiappabambini o il giocattolaio (interpretato da Benny Hill).

Nel complesso, il film è sufficientemente gradevole e vivace, e come detto la brillante colonna sonora gli dà qualcosa in più, anche se nel complesso gli manca una visione d’insieme unitaria e gli sfugge il livello del grande film.

Anche a livello di insegnamenti pare avere qualcosa in meno rispetto al suo celebre dirimpettaio (parlo sempre di Mary Poppins, con cui il paragone è inevitabile), e sembra essere più un divertissement avventuroso che non un film educativo-ispirante… tuttavia, proprio a fine film, qualcosa propone, sotto forma di alcune frasi, che a dire il vero sembrano un po’ fuori contesto rispetto a quanto proiettato fino a quel punto, e che proprio in questo senso sembrano piazzate più come messaggio che non come dialogo funzionale alla trama.

Una riguarda obiettivi e sogni:
“– Allora i sogni si avverano?
– Sì, certo che si avverano. Ma bisogna essere pratici.”

Un’altra invece sa proprio di frase di genere esistenzial-spirituale, e difatti stupisce la sua presenza nel film… ma è comunque apprezzata anche se un po’ spuntata dal nulla.
“Bisogna arrendersi ai fatti.
Un uomo deve vedere le cose come sono.”

A questa poi si aggiunga una scena curiosa, e anch’essa praticamente fuori contesto, in cui il protagonista, dopo essersi voltato casualmente verso uno specchio, si guarda in modo rapito, senza che tale soffermarsi abbia alcuna valenza per la trama.
Ciò, peraltro, avviene durante uno dei più bei momenti del film, non comico ma anzi dall’aria drammatica, nonché anch’esso potenzialmente simbolico… e che simbolismo: una donna-bambola messa su un carillon di fronte a due specchi danza e canta del suo essere una prigioniera che cerca di fuggire dalla sua prigionia per ritrovare il suo amore (testo, ripeto, totalmente avulso dalla trama). A ciò si aggiunga anche il pavimento a scacchi, un candelabro a sette braccia, un fuoco acceso in lontananza, delle guardie tutte intorno, e un pubblico vestito in pompa magna ma essenzialmente infantile che guarda lo spettacolo.

E in tale ottica non dimentichiamo che il film è stato sceneggiato da Roald Dahl, il quale in Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato ci ha proposto una figura piuttosto elevata (centratura e amore incondizionato), seppur nascosta da tutto l’ambaradan dei cioccolati. Ciò allo stesso modo in cui Mary Poppins, per continuare il paragone in tutto e per tutto, è stato tratto da un romanzo di tale Pamela Lyndon Travers, allieva diretta di G.I. Gurdjieff, e per coloro che conoscono questo nome tutto apparirà chiaro. 

Chiudendo la recensione di Chitty chitty bang bang, pur non essendo esso un film irrinunciabile, sono contento di averlo visto, sia per l’aspetto musicale, sia per il suo vivace bailamme, nonché per i vari spunti sparsi soprattutto nel finale.

Fosco Del Nero



Titolo: Chitty chitty bang bang (Chitty chitty bang bang).
Genere: commedia, musicale, fantastico.
Regista: Ken Hughes.
Attori: Sally Ann Howes, Dick Van Dyke, Heather Ripley, Adrian Hall, Lionel Jeffries, Benny Hill, Gert Fröbe, Anna Quayle, Robert Helpmann.
Anno: 1968.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.

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