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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare.

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te.

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno.

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Se vuoi che il mondo cambi, inizia a darti da fare tu stesso.

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

Corso di esistenza

mercoledì 25 gennaio 2023

Branded - Il marchio di sangue - Jamie Bradshaw, Aleksandr Dulerayn

L’ho già evidenziato molte volte: negli ultimi due decenni c’è stato un proliferare di film di genere distopico. 
Ho già dato la spiegazione per tale fenomeno, che statisticamente non poteva/può essere casuale: da un lato c’erano persone con  informazioni privilegiate; dall’altro lato degli artisti, persone più sensibili e ricettive della media, hanno intuito che vi erano certe energie in circolo… le quali poi sono divenute sempre più evidenti negli ultimi anni (crisi economiche programmate, epidemie programmate, crisi energetiche programmate, etc).

I numeri erano talmente tanto elevati che è divenuto impossibile, a un certo punto, tenere conto di tutti i film del genere. Uno di questi me lo hanno segnalato da poco: si tratta di Branded - Il marchio di sangue, film russo-americano uscito nel 2012.
Si tratta peraltro di un prodotto piuttosto originale, persino all’interno del genere che è già di nicchia di suo (ma neanche tanto di nicchia, oramai).

Ecco la trama sommaria di Branded - Il marchio di sangue: Misha Galkin (Ed Stoppard; Il pianista) è un brillante giovane esperto di marketing, il quale a un certo punto comprende che c’è qualcosa che non va nel mondo. Un po’ lo capisce per esperienza diretta, un po’ come effetto di un fulmine che lo ha colpito quand’era bambino, evento che viene mostrato all’inizio della storia.
Viene mostrata anche l’origine dei guai dell’umanità: un gruppo di potenti uomini d’affari si riunisce e affida al più famoso pubblicitario del mondo, Joseph Pascal (Max von Sydow: L’esorcistaAl di là dei sogniIl settimo sigillo, Il posto delle fragole) le sorti delle loro aziende, fast food e dintorni. Giacché essi sono disposti a tutto e dispongono di capitali enormi, nonché del cervello più fino nel settore, avviano una sorta di rivoluzione dei costumi la quale letteralmente modificherà la psiche e il futuro dell’umanità… in negativo, a livello sia di salute fisica che di equilibrio mentale.
Nella storia entrerà anche Abby Gibbons (Leelee Sobieski; Giovanna d’Arco, Eyes wide shut), con la quale il giovane avvierà una relazione, per quanto un poco complicata.

Detto così il tutto sembra più che altro un discorso di imprenditoria, di finanza e di manipolazione pubblicitaria… ma in verità Il marchio di sangue propone un elemento ancora più interessante. Difatti, nel momento in cui esegue una sorta di rituale psico-magico, durante quello che pare essere un periodo di introspezione e redenzione dopo essere stato a lungo “all’interno del sistema”, Misha inizia a vedere quelli che sembrano degli aggregati energetici, legati sia alle corporation che alle persone, nel frattempo divenute dipendenti da certi cibi e prodotti (soprattutto cibo spazzatura; infatti la popolazione è quasi tutta obesa).

Probabilmente gli autori del film si sono ispirati al concetto delle egregore, dipingendolo discretamente bene, per quanto limitandosi al solo ambito aziendale e consumistico… mentre il concetto andrebbe ampliato a tutto quanto: il mondo della comunicazione, le credenze collettive, le energie collettive, la coscienza collettiva, etc. Andrebbero inoltre aggiunte delle entità senzienti.. anche se il film mostra qualcosa di non molto dissimile, dal momento che, a un certo punto, le energie-egregore creare paiono acquisire una vita propria… e attaccarsi a vicenda.

Forse includere tutto quanto sarebbe stato un po’ troppo per un solo film, particolarmente per un film non troppo ambizioso come genesi e come budget, per cui ci accontentiamo del buon lavoro fatto da Il marchio di sangue, che premio, nella valutazione, probabilmente oltre il suo reale valore (c’è qualche crepa nella sceneggiatura, nella recitazione e in un profilo generalmente non troppo alto).

Il film potrebbe essere, e senza dubbio dai più sarà visto come una feroce critica al capitalismo e alla tensione verso il denaro e i consumi, ma Branded - Il marchio di sangue ha con tutta evidenza una componente, o quantomeno un’ispirazione, più energetico-spirituale.

A dimostrazione della genesi “sottile” dell’opera, a inizio film compare un elenco di persone descritte come visionarie, in senso stretto: nel senso di persone che vedevano o sentivano cose che le altre persone non vedevano o sentivano. Tra queste, sono indicati anche personaggi come Socrate, Santa Teresa d’Avila, Meister Eckhart, Rudolf Steiner, G. I. Gurdjieff, Carl Jung, Gandhi.
Tra i personaggi “non spirituali”, Cesare, Alessandro il Grande, Goya, Goethe, Giovanna d'Arco e altri ancora.
Curiosamente, l'attrice protagonista del film, ha interpretato l'ultimo personaggio storico citato, in un film che s'intitolava proprio Giovanna d'Arco. Gli altri film citati, ora che ci bado, son molto significativi, ognuno per il suo verso.

“Ci hanno condizionati ad amare le schifezze, a volere schifezze, schifezze su schifezze.”

“Le marche furono formate per i desideri delle persone.
Adesso sono le persone a essere formate secondo i desideri delle marche.”

Un’ultima cosa, a proposito di distopia e di anticipazioni (il film è uscito nel 2012): nel sottofondo del film, tra messaggio radio e tv, si parla di una pandemia.

Fosco Del Nero



Titolo: Branded - Il marchio di sangue (Branded).
Genere: psicologico, distopico, esistenziale, fantascienza.
Regista: Jamie Bradshaw, Aleksandr Dulerayn.
Attori: Lyubomir Yonchev, Leelee Sobieski, Emma Stickgold, Max von Sydow, Mariya Ignatova, Ingeborga Dapkunaite, Andrey Kaykov, Jeffrey Tambor, John Laskowski. 
Anno: 2012.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.



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