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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

martedì 27 settembre 2016

Il posto delle fragole - Ingmar Bergman (film drammatico)

Col film di oggi si va parecchio indietro nel tempo: sessant’anni fa per la precisione, dato che è il 1957 l’anno di produzione de Il posto delle fragole, considerato uno dei capolavori del regista svedese Ingmar Bergman, non a caso vincitore di tanti premi e assai considerato dalla critica.

Ne accenno subito la trama: l’anziano medico e professore Isak Borg (l’eccellente Victor Sjöström) è atteso all’Università di Lund per un’onorificenza alla sua carriera. In origine avrebbe dovuto andarci in aereo, ma cambia idea e vi si reca in macchina, accompagnato dalla nuora Marianne (l’altrettanto eccellente Ingrid Thulin).
Tale cambiamento di programma costituisce l’occasione per un viaggio fisico, quello in macchina da Stoccolma a Lund, ma soprattutto per un viaggio interiore, in cui l’anziano uomo ripensa agli eventi salienti della propria vita: il suo innamoramento giovanile per la bella cugina Sara, il rapporto frastagliato con la moglie Karin, il rapporto un po’ distante col figlio Evald.
Il viaggio fisico, peraltro, sarà occasione di nuove conoscenze, avvenute sotto forma di tre giovani, due ragazzi e una ragazza, cui l’uomo dà un passaggio, nonché sotto forma di coppia di mezz’età, con la cui macchina si è avuto un incidente stradale.

Di Ingmar Bergman avevo già visto l’altro classico, ossia Il settimo sigillo, che mi era piaciuto non solo per la bellezza visiva e la ricercatezza dell’eloquio, ma anche per i numerosi archetipi esistenziali che ogni tanto facevano capolino qua e là, a cominciare dagli arcani dei tarocchi, presenti in misura sufficiente da non lasciare dubbi.
La stessa cosa si è ripresentata ne Il posto delle fragole: il sogno che in pratica apre il film ne propone subito quattro-cinque in rapida serie, col resto del film che aggiunge qualcosa ogni tanto.

Tra l’altro, Il posto delle fragole si propone come film altamente onirico, oltre che esistenziale nei contenuti, giacché i sogni di Isak hanno in esso una parte importante: non solo c’è quello di apertura, che sembra accennare a una sua morte a breve, ma c’è quello che fa in macchina, mentre guida la nuora, assai intenso, oltre ad altri sogni o ricordi-immaginazioni ad occhi aperti.

Tra sogni, riflessioni interiori e dialoghi, il film risulta essere una sorta di road movie esistenziale, un viaggio-rielaborazione di una certa sofferenza-insoddisfazione interiore, preannunciata ad inizio film e spiegata lungo il suo corso. Col tutto che si muove tra la nostalgia della giovinezza, la freddezza e l’indifferenza della matura età e la serenità, ma anche solitudine, della vecchiaia.

Nel complesso, Il posto delle fragole mi è piaciuto davvero molto: ha un’aria un po’ drammatico-malinconica, è vero, però ha al suo interno anche un’energia di cambiamento e crescita, e persino di crescita in tarda età, simbolo del fatto che non è mai troppo tardi per l’evoluzione delle proprie energie interiori.

Chiudo la recensione con qualche frase estrapolata dal film, utile a dare un’idea dei suoi contenuti esistenziali (persino molto esistenziali, se le si interpreta con occhio da letteratura spiritual-evolutiva).

“La sua presenza è indubbia e io la sento.
In ogni fiore e in ogni spiga al vento.”

“Ti sei guardato nello specchio, Isaac?
L’hai mai fatto?
Allora ti mostro io come sei.”

“Non puoi capire.
Non parliamo la stessa lingua.
Guardati ancora nello specchio.
No, non voltare gli occhi altrove.”

“Come professore dovresti saper individuare le cause del dolore.
Ma non ci riesci, perché sebbene tu conosca tante cose, in realtà non sai niente.”

“Non cercare di sottrarti a questa prova.
Tanto sarebbe inutile.”

“Lui dice di essere un morto vivo.”

Fosco Del Nero



Titolo: Il posto delle fragole (Smultronstället).
Genere: drammatico.
Regista: Ingmar Bergman.
Attori: Victor Sjöström, Ingrid Thulin, Bibi Andersson, Gunnar Björnstrand, Jullan Kindahl, Max von Sydow, Folke Sundqvist, Björn Bjelfvenstam, Naima Wifstrand,Gunnel Broström, Gertrud Fridh, Sif Ruud, Gunnar Sjöberg.
Anno: 1957.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.