Titolo: In viaggio nel tempo (Quantum leap)
Genere: fantascienza, fantastico, commedia, drammatico.
Ideatore: Donald P. Bellisario.
Attori: Scott Bakula, Dean Stockwell.
Anno: 1989-1993.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.
L’articolo di oggi è dedicato a una serie tv di parecchi anni fa ormai, che tuttavia mi è rimasta nel cuore per la sua bellezza e originalità, e a cui ho pensato dunque di dedicare una recensione apposita (chissà mai che qualcuno non ne approfitti per scoprirla o riscoprirla): parlo di In viaggio nel tempo - Quantum leap.
La serie, statunitense, è stata creata nel 1989 da Donald P. Bellisario, ed è andata avanti per cinque stagioni, comprensive di poco meno di cento episodi.
Dunque, una serie di buon successo, anche se non eclatante come avrebbe probabilmente meritato.
Ecco cosa succede in In viaggio nel tempo: Sam Beckett (Scott Bakula, futuro capitano di Star Trek) è un fisico che sta mettendo a punto una macchina per il viaggio nel tempo.
Tuttavia, egli, pressato dai suoi finanziatori, affretta i tempi di utilizzo, finendo per essere spedito nel passato e imprigionato in esso.
Si tratta tuttavia di una prigionia piuttosto particolare: difatti, egli si trova di volta in volta proiettato nella vita di qualcun altro, di cui prende il posto fisicamente, mentre la persona sostituita finisce nella cosiddetta “sala di attesa” nel futuro (ossia il presente di Sam).
Inevitabilmente, il dottor Beckett dovrà intraprendere qualche azione utile ad aggiustare le cose prima di poter cambiare luogo e tempo… fino alla prossima avventura.
In tale sorta di missione temporale (diretta da qualche entità superiore? Lasciata al puro caso?), Sam è assistito da Al Calavicci (Dean Stockwell, Dune), suo vecchio amico e sorta di trait d’union tra passato e presente, a sua volta assistito da Ziggy, sorta di megacomputer intelligente che calcola probabilità e casualità dei vari eventi.
La serie, come intuibile, è piuttosto originale, e peraltro è resa estremamente varia dal fatto che in ogni puntata cambia il contesto umano, geografico, culturale, temporale, etc, con l’eccezione ovviamente dei due protagonisti Sam e Al.
All’innovazione, inoltre, si lega una grande profondità umana, con i vari episodi sempre intelligenti, garbati, persino educativi.
Forse è proprio per questa sua natura “profonda” che la serie non ha sfondato… in un mondo in cui invece sfondano Grande Fratello, cinepanettoni, etc, non a caso finendo su Rai Tre e televisioni secondarie, e peraltro senza praticamente alcun battage pubblicitario.
Vabbé, alla fin fine chi cerca la qualità la trova, e che gli altri si arrangino con i prodotti scarsi…
Chiudo la recensione sottolineando come In viaggio nel tempo, sebbene si presenti formalmente come una serie di fantascienza, di fatto tratta le vicende umane latu sensu, gioie e tristezze, presentando un buon mix tra dinamicità e riflessione.
Consigliatissimo.
Fosco Del Nero
- Rimani aggiornato con le recensioni dei film: Iscriviti al Feed!






4 commenti:
Concordo!
Questa serie piaceva tanto anche a me :D
Sì, è vero, proprio bella. :)
Fosco Del Nero
Quantum leap credo che sia la prima e unica serie che ho visto sulla Rai !
molto bella.
Tra l'altro il finale della serie, come da tradizione di Bellisario ha sempre dei twist interesasnti.
Ciao Manolo.
Sì, credo che anche io abbia visto solo quella in Rai... :)
La ricordo sempre con affetto, e se ogni tanto mi capita mi guardo qualche episodio sparso. :)
Fosco Del Nero
Posta un commento