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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

mercoledì 27 dicembre 2017

I Croods - Chris Sanders, Kirk De Micco (film animazione)

La recensione odierna su Cinema e film è dedicata ad uno dei film d’animazione di maggior successo degli ultimi anni: I Croods.
Il successo è testimoniato dall’incasso al botteghino (quasi 600.000 milioni di dollari, un’enormità), dal sequel già programmato, nonché dal curriculum del suo regista Chris Sanders, già regista di Lilo & Stitch e Dragon trainer, nonché dalla sceneggiatura di La bella e la bestia, Aladdin, Il re leone, Mulan e altri film d’animazione di buon successo.

Insomma, è uno che il suo lavoro lo conosce…

Ma veniamo subito alla trama de I Croods: siamo nella preistoria, alle prese con un gruppo di cavernicoli, i Croods per l’appunto, l’unica famiglia superstite in una certa zona non meglio precisata.
La sopravvivenza è dovuta essenzialmente alle premure e alla prudenza di Grug, il padre e capofamiglia, col quale collaborano la compagna Ugga, la figlia Eep, il figlio Tonco, la figlioletta Sandy… e anche la suocera, pur non scorrendo tra i due un gran rapporto.

La loro vita viene sovvertita quando Eep, uscendo di notte da sola, incontra Guy, un giovane nomade, che rivelerà alla ragazza cavernicola che tutto sta per cambiare per via di sommovimenti della terra…
… cosa che in effetti non tarderà a manifestarsi, costringendo la famiglia Croods a viaggiare e soprattutto a rimettersi in discussione, e ciò vale soprattutto per il capofamiglia, il cui ruolo di guida è ora messo in discussione dall’intelligenza di Guy, per il quale peraltro Eep mostra di avere un debole, cosa che causa ulteriori problemi di ego al padre.

I Croods essenzialmente è un film comico per famiglie: il numero di gag visive, nonché di battute varie, è talmente tanto ampio da non lasciare dubbi in tal senso.
Altre componenti completano poi il quadro: quella avventurosa, per via dell’esplorazione cui è costretta la famiglia per sopravvivere, e quella sentimentale per via dell’incontro tra Eep e Guy… anche se l’elemento comico-umoristico la fa da padrone assoluto.

Il film non manca nemmeno di avere alcuni momenti di bellezza per via di alcuni paesaggi panoramici e mozzafiato… ma torno a dire che l’elemento comico così tanto marcato e anzi a volte un po’ terra terra preclude al film più alti traguardi.

Ma il tutto alla fine è un discorso di target, e I Croods ottiene in pieno quanto si era probabilmente prefisso in origine: una storia vivace, sufficientemente divertente, che piacerà senza dubbio ai bambini e a chi apprezza trame vivaci… e magari non troppo intellettuali o raffinate.

Fosco Del Nero



Titolo: I Croods (The Croods).
Genere: animazione, avventura, comico.
Regista: Chris Sanders, Kirk De Micco.
Anno: 2013.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.

martedì 26 dicembre 2017

Sospesi nel tempo - Peter Jackson (film fantastico)

La recensione di oggi è dedicata al film Sospesi nel tempo, film del 1996 che ha tre firme inequivocabili: la regia è di Peter Jackson, il futuro regista della trilogia de Il signore degli anelli e de Lo hobbit; la produzione esecutiva è di quel Robert Zemeckis che ha scritto pagine importanti del cinema tra regia (Chi ha incastrato Roger Rabbit, Ritorno al futuro, La morte ti fa bella, Contact, La leggenda di BeowulfForrest Gump, All'inseguimento della pietra verde, etc) e produzione-collaborazione (Interstate 60, Monster house,  etc), e davanti alla macchina da presa c’è quel Michael J. Fox protagonista di una delle saghe di maggior successo di tutti i tempi, ossia Ritorno al futuro… e che solo la malattia del Parkinson, giunta peraltro assai presto, gli ha precluso una ben carriera ben più rilevante.

La malattia gli fu diagnosticata nel 1991, ossia cinque anni prima di Sospesi nel tempo… e difatti il Michael J. Fox fluido ed espressivo della saga di Ritorno al futuro, ma anche dei vari Amore con interessiVoglia di vincere Il segreto del mio successo già non c’era più, nonostante l’attore abbia continuato a girare film, per quanto sempre meno e in ruoli sempre meno impegnativi.

Ma veniamo a Sospesi nel tempo, tratteggiandone in primo luogo la trama: siamo nella cittadina di  Fairwater, dove negli ultimi tempi si sono verificati tante morti sospette. Sospette più che altro per il numero, visto che in tutti i casi trattavasi di attacchi di cuore, alcuni insospettabili, riferiti a persone giovani e in salute.
La cittadina in questione, peraltro, è la stessa che trent’anni prima era stata sconvolta dalla follia omicida di John Charles Bartlett, che in un solo giorno uccise dodici persone in un ospedale… pare aiutato dalla sua fidanzata Patricia, ora relegata agli arresti domiciliari in casa con sua madre. 

Nella suddetta cittadina si muove Frank Bannister, persona capace di vedere gli spiriti rimasti legati al piano materiale, ma che sfrutta questa sua dote non per aiutare, bensì per estorcere denaro alle persone grazie ad alcuni spiriti compiacenti.
Un bel giorno, però, egli vedrà in azione qualcosa che sembra la Morte in persona, e ciò lo porterà ad agire in modo diverso dal suo solito, incoraggiato in questo da Lucy, giovane donna che ha da poco perso il marito per via di uno di quei misteriosi attacchi di cuore…

Sospesi nel tempo è un mix bello e buono: la scena introduttiva fa presagire nientemeno che un film horror, e in effetti il film propone qualcosa di orrorifico e di splatter di tanto in tanto, ma essenzialmente è per buona parte una commedia, con qualche venatura sentimentale.

Ed è una commedia che non risparmia qualche citazione: a parte il contesto che pare ammiccare a Ghostbusters, abbiamo lo stesso regista Peter Jackson che compare in una scena vestito da punk, e inoltre abbiamo Ronald Lee Ermey, il Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket, che interpreta una parte che richiama in modo umoristico il personaggio da lui stesso interpretato… e poco importa che in questo caso sia un fantasma.

Complessivamente Sospesi nel tempo non mi è dispiaciuto… anche se ho il sospetto che nella mia valutazione rientri la spontanea simpatia che provo per Michael, che in questa pellicola già non era più il grande Michael del passato, ma che comunque offre qualcosa di buono, lui e la pellicola.

Fosco Del Nero



Titolo: Sospesi nel tempo (The frighteners).
Genere: fantastico, commedia, horror, sentimentale.
Regista: Peter Jackson.
Attori: Michael J. Fox, Trini Alvarado, John Astin, Peter Dobson, Jeffrey Combs: Milton Dammers, Dee Wallace, Jake Busey, Chi McBride, Jim Fyfe.
Anno: 1996.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.

martedì 19 dicembre 2017

Guida per riconoscere i tuoi santi - Dito Montiel (film drammatico)

Sono arrivato a vedermi Guida per riconoscere i tuoi santi per via dell’ottimo cast: i due protagonisti principali, Robert Downey Jr. e Shia LaBeouf, che peraltro interpretano lo stesso personaggio in età diverse, già mi bastavano, e la presenza di Dianne Wiest e Rosario Dawson ha impreziosito il “curriculum” del film girato da Dito Montiel nel 2006…

… e basato proprio sul suo romanzo autobiografico di qualche anno prima.
Guida per riconoscere i tuoi santi dunque racconta la storia della giovinezza del regista, e non è una storia facile a quanto sembra.

Andiamo subito a tratteggiare in sintesi la trama del film: siamo nel Queens del 1986, anni luce lontani dagli scintillii nella New York intellettuale.
Mentre a Manhattan ci si dedica a mostre e concerti, nel Queens si è alle prese con microcriminalità, bande, droga, o semplicemente noia.

Il giovane Dito (il sempre bravo Shia LaBeoufLa battaglia di Shaker HeightsConstantine, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo) è preso tra due fuochi: da un lato la famiglia e gli amici del posto, tra il focoso Antonio e l’innamorata Laurie, dall’altro i sogni di vita migliore, e il nuovo amico Mike, con cui sta progettando di andare in California per fare i musicisti.

In California in effetti Dito ci andrà, e il film si divide per l’appunto tra le scene dell’infanzia del giovane Dio e quelle del Dito invecchiato (Robert Downey Jr., anche lui sempre bravo; Uno strano caso4 fantasmi per un sognoSherlock HolmesA scanner darkly) che torna nel suo vecchio quartiere per la prima volta dopo ben quindici anni… e non trova solo fiori ad accoglierlo, anzi.

Guida per riconoscere i tuoi santi essenzialmente è una storia di riappacificazione col proprio passato, esteriore (i vari personaggi, familiari e amici) e interiore (il proprio senso di appartenenza, la serenità interna), e in tale processo ci passa di tutto: sangue, morte, insulti, litigi, col film che non risparmia allo spettatore violenza fisica e soprattutto verbale.
In effetti, i dialoghi sono un continuo sproloquio offensivo e volgare, che sarà stato pure caratteristico di quel quartiere e di quei tempi, ma che certamente non è una compagnia elevante, diciamo così.

In effetti, il film mi ha lasciato molto distante, per non dire annoiato quasi tutto il tempo; anzi, mi chiedo sempre come mai vengano prodotti film di questo tipo… anche se poi la risposta la so già in partenza: semplicemente, tante persone hanno ancora bisogno di nutrirsi di questo tipo di energia bassa (violenza, volgarità, confusione interiore).
Per cui che vengano pure prodotti; io mi limito ad avvisare che cosa si troverà in essi.

Fosco Del Nero



Titolo: Guida per riconoscere i tuoi santi (A guide to recognizing your saints).
Genere: drammatico.
Regista: Dito Montiel
Attori: Robert Downey Jr., Shia LaBeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum, Melonie Diaz, Martin Compston, Rosario Dawson, Eric Roberts.
Anno: 2006.
Voto: 4.5.
Dove lo trovi: qui.

mercoledì 13 dicembre 2017

Monsieur Lazhar - Philippe Falardeau (film drammatico)

Monsieur Lazhar è forse il primo film canadese che recensisco nel blog…  o comunque a mia memoria non ne ricordo altri.
Si tratta di un film girato nel 2011, di genere drammatico, seppur drammatico in modo lieve, cui sono arrivato visionando la filmografia della giovane attrice Sophie Nélisse, che mi aveva ben impressionato nell’ottimo Storia di una ladra di libri, di due anni seguente, e che anche in questo film mi è piaciuta, seppur ancor più giovane.
Evidentemente la ragazzina è un talento naturale, di cui sentiremo parlare ancora in futuro.

Ma bando alle chiacchiere, e andiamo subito a tratteggiare la trama sommaria di  Monsieur Lazhar: una classe elementare di una scuola di Montréal, nel Québec, in Canada, è sconvolta dal fatto che la maestra si è uccisa, peraltro impiccandosi proprio nell’aula scolastica.
Ad essere toccati dalla cosa son soprattutto i due bambini Alice e Simon, per quanto per motivi differenti, ma tutto l’ambiente, dai professori ai genitori dei bambini, è scosso.

La preside peraltro ha qualche difficoltà a trovare un sostituto, quando si presenta Bashir Lazhar, un uomo algerino che è scappato dal suo paese per via di alcune minacce di morte.
Pur tra tanti dubbi, dovuti soprattutto alla diversità culturale, la preside assegna il posto a Lazhar, il quale per certi versi sembra un po’ all’antica e fuori contesto, mentre per altri si rivela proprio la persona giusta per “elaborare il lutto”… anche perché lui stesso ha una perdita da superare, e non  una perdita da poco.
Tanto che, poco a poco, insegnante e bambini riescono a superare il loro passato e ad andare avanti.

Monsieur Lazhar è un film molto dolce e tenero: un po’ perché lo è il protagonista principale, un po’ perché lo è il contesto: il dramma della perdita viene affrontato con semplicità, se vogliamo, ma una semplicità positiva, quasi commovente, che a fine film ti fa dispiacere il fatto che sia finito…

… cosa curiosa riguardo a un film che a sua volta si incentra sull’elaborazione di una fine e di una perdita.

Anche qui, pur senza avere il ruolo centrale, Sophie Nélisse fa la sua parte alla grande, contribuendo decisamente all’atmosfera del film, e anzi dandogli spessore.

In effetti, Monsieur Lazhar è l’esempio di come si possa realizzare un buon film, interessante e dai contenuti di spessore, in modo semplice, senza il bisogno di trame complesse o di un budget costoso.
E, non a caso, esso ha ricevuto buoni riconoscimenti, tra nomination e premi vari.

Fosco Del Nero



Titolo: Monsieur Lazhar (Monsieur Lazhar).
Genere: drammatico.
Regista: Philippe Falardeau.
Attori: Mohamed Fellag, Sophie Nélisse, Émilien Néron, Brigitte Poupart, Danielle Proulx, Jules Philip, Francine Ruel, Louis Champagne.
Anno: 2011.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.

martedì 12 dicembre 2017

La spada nella roccia - Wolfgang Reitherman (film animazione)

Tra i film d’animazione di tutti i tempi, ma anche tra i film cui sono stato più affezionato nella mia infanzia, ha un posto d’onore La spada nella roccia, film diretto nel 1963 da Wolfgang Reitherman, e sorta di riscrittura fantasy e musicale del mito di Re Artù.

Anzi, per esser più precisi, non riscrittura del mito di Re Artù, ma scrittura della sua fanciullezza, di quegli anni mai descritti dalle leggende “adulte”.

Ecco così che Artù è un giovanissimo sguattero nel castello di Ser Ettore, e si appresta a far da scudiero a Ser Caio nelle giostre che si terranno a breve a Londra, utili a designare il nuovo Re d’Inghilterra, titolo vacante da lungo tempo dal momento che nessuno ha saputo estrarre la famosa spada nella roccia, la quale darebbe diritto immediato al titolo regale.

Se non fosse che Artù un bel giorno incontra Merlino, giunto in quei luoghi proprio per il sentore di qualcosa di importante e installatosi nella torre del suddetto castello: torre tanto vacillante, quanto fascinosa.
A far compagnia al mago Merlino, il gufo Anacleto, apparentemente burbero ma in realtà assai generoso e utile.

Artù, il quale però è chiamato dai suoi signori col soprannome di Semola, avrà così l’opportunità di ricevere un’educazione… sia tradizionale sia magica, visto che finirà nel corpo di un pesce e in quello di uno scoiattolo, e vedrà tante altre cose bizzarre.

La spada nella roccia è un film magico, nel senso letterale del termine e in quello immaginifico: immagini, parole e musica sono praticamente immortali, e configurano l’esempio perfetto di film educativo.
L’unico che gli sta alla pari tra i classici è Mary Poppins: e non parlo solo di qualità e di fama, ma di contenuti.

Il film d’animazione di Reitherman, infatti, propone, oltre che intrattenimento, tanti spunti: abbastanza tradizionali, e non tanto di tipo “esistenziale”, ma comunque sufficienti a porlo molti gradini sopra la quasi totalità dei film.

Ecco, a tal proposito, alcune frasi del film che mi sono segnato.

“Il destino lo guiderà fino a me perché io possa a mia volta guidarlo al suo legittimo posto nel mondo.”

“Cultura, saggezza: questa è la vera forza.
Istruzione superiore: ecco che ci vuole.”

“Destr, sinistr, destr, sinistr, uno, due.
Qui e lì, notte e dì, questo il mondo fa girar.
Bianco e ner, falso e ver, questo il mondo fa girar.
Per ogni qua c’è sempre un là, per ogni se c’è sempre un ma.
Per ogni su c’è sempre un giù, per ogni men c’è sempre un più.
Più o men, vuoto o pien, questo il mondo fa girar.”

“Sempre in alto mira e va, esci dalla mediocrità.
Non star solo ad aspettar ciò che per caso puoi trovar.
Se metti buona volontà, il mondo tutto ti darà.
Però se tu non rischierai, nulla mai rosicherai.”

“– Vedi, figliolo, questa faccenda dell’amore è una cosa potentissima.
– Più forte della gravità?
– Beh, sì, in un certo senso. Io direi che è la forza più grande sulla Terra.”

Immortale nella memoria è inoltre il duello magico tra Merlino e Maga Magò, sorta di confronto in chiave infantile tra la magia bianca (servizio agli altri) e la magia nera (servizio a sé).

La spada nella roccia, se vogliamo, ha un solo difetto: dura solamente 70 minuti, davvero poco.
Ma quel poco è bastevole per renderlo uno dei film d’animazione (e non solo) più belli di sempre.

Fosco Del Nero



Titolo: La spada nella roccia (The sward in the stone).
Genere: animazione, fantasy, avventura, musicale.
Regista: Wolfgang Reitherman.
Anno: 1963.
Voto: 9.
Dove lo trovi: qui.

martedì 5 dicembre 2017

Outlander - L’ultimo vichingo - Howard McCain (film fantascienza)

Fin da ragazzino sono appassionato di fantascienza e fantasy, e in generale delle ambientazioni fantastiche, per cui se vi è l’occasione di vedere un bel film dei suddetti generi, non mi tiro indietro…

… fermo restando che vedere un film davvero bello di entrambe le suddette categorie è cosa non scontata, data l’inflazione e la massificazione che hanno subito da quando hanno avuto successo al cinema.

Nel 2008 il regista Howard McCain (che non conosco) ci ha provato con Outlander - L’ultimo vichingo, un film di fantascienza con lievi componenti fantasy e horror.

In realtà di fantasy non c’è molto: solo un accenno di atmosfera dato dall’ambientazione nordico-vichinga e il riferimento ai draghi… che in realtà non sono draghi, ma creature extraterrestri arrivate sulla Terra del 700 d.C. su una navicella spaziale, ed ecco anche la componente orrorifica, comunque lieve anch’essa.

Ecco in breve la trama di Outlander - L’ultimo vichingo, film originariamente destinato al mercato dell’homevideo (quindi di non elevata ambizione), ma poi fatto uscire al cinema: l’astronauta Kainan (James Caviezel), non terrestre ma umano, giunge sulla Terra nel 708 d.C. e finisce in Norvegia, in mezzo all’epoca vichinga. Viene subito fatto prigioniero da Wulfric, prestante guerriero della tribù di Re Rothgar (il sempre bravo John Hurt; Harry Potter e la pietra filosofale, Hellboy, Oxford murders, Orwell 1984), e destinato ad essere il futuro re, e probabilmente marito di Freya (Sophia Myles), figlia del vecchio re.
Si scopre subito che il villaggio vicino è stato distrutto in modo violento, e ovviamente Kainan è subito il primo sospettato, anche se quasi subito riesce a convincere i vichinghi che è stato una specie di drago, al quale per l’appunto lui stava dando la caccia.

In realtà non era stato un drago, ma Moorwen, una creatura aliena fortissima, salita di nascosto sull’astronava di Kainan e capace di distruggere intere comunità: lo aveva fatto nel pianeta di Kainan e lo sta facendo ora tra i vichinghi.
Lo so, sa molto di Alien, e infatti è così, anche se poi il prosieguo per come si sviluppa sa più di Predator, con l’alieno da un lato e gli uomini dall’altro.

Outlander - L’ultimo vichingo è un film senza infamia e senza lode: svolge benino il suo compito, ma è un compito esclusivamente compilativo, senza alcuna innovazione e senza alcuna eccellenza.
Anzi, va detto che il film si giova di alcune individualità a livello di recitazione, altrimenti sarebbe stato ancora più mediocre, cosa che comunque è.

Tra l’altro, è scontato in quasi ogni situazione, e anche il finale non smentisce tale elemento di “medietà”: il film scorre, si fa vedere, ma non si segnala per niente. Almeno però non devasta lo spettatore, il che è già qualcosa…

La mancanza di originalità peraltro è certificata dal fatto che uno dei personaggi secondari è chiamato Boromir: uno sforzo di fantasia in più potevano certamente farlo.

Fosco Del Nero



Titolo: Outlander - L’ultimo vichingo (Outlander).
Genere: fantascienza, fantasy, drammatico, horror.
Regista: Howard McCain.
Attori: James Caviezel, Sophia Myles, John Hurt, Jack Huston, Ron Perlman, Owen Pattison, Ted Ludzik, Aidan Devine, Michael Fox, Katie Bergin, Todd Schroeder.
Anno: 2008.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui