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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare.

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te.

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno.

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Se vuoi che il mondo cambi, inizia a darti da fare tu stesso.

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

Corso di esistenza

mercoledì 28 giugno 2023

Ancora un giorno - Raúl de la Fuente, Damian Nenow

Ancora un giorno è certamente un prodotto cinematografico innovativo: alterna l’animazione alle interviste dei veri protagonisti della storia, nel frattempo ovviamente invecchiati. Così come alterna una vera e propria narrazione all’elemento documentaristico.

Il risultato finale è un’opera assai spuria, da un certo punto di vista assai frammentata, ma da un altro punto di vista interessante, sia come prodotto in sé, sia come spaccato storico-culturale di un paese di cui in Italia non si sa praticamente niente, e che ha vissuto dei momenti molto difficili (come spesso accaduto ai paesi colonizzati, a causa dell’intervento europeo).

Ecco la trama di Ancora un giorno: nel 1975, mentre infuria la Guerra Fredda tra USA e URSS, i colonizzatori portoghesi lasciano l’Angola, paese molto ricco di materie prime, col risultato che scoppia una vera e propria guerra civile tra il gruppo sostenuto dai sinistrorsi russofili e il gruppo sostenuto dai destrorsi americanofili.
Ryszard Kapuściński è un giornalista polacco che si trova sul posto e che decide di non andar via da Luanda, la capitale della nazione. Anzi, decide di andare a sud e trovare il famoso Generale Farrusco, pur sapendo di attraversare molti pericoli, come infatti succederà.

Ancora un giorno ha ottenuto un discreto successo e anche dei premi… anche se forse più per motivi politici che non per effettivi meriti legati all’animazione e al prodotto in sé.
Il quale è valido, intendiamoci, ma non imperdibile.

Personalmente, l’ho apprezzato più per la testimonianza storica che per l’aspetto tecnico o quello narrativo, rispetto ai quali ho avuto qualche dubbio.
D’altronde, il prodotto va accostato più come un documentario che come un film: nel primo caso, difficilmente deluderà, mentre nel secondo caso potrebbe annoiare o risultare eccessivamente originale.

Anche dal punto di vista narrativo, comunque, non macherà di coinvolgere lo spettatore: per le vicende di Ryszard, per esempio, o per la storia di Carlota, giovane e carismatica guerrigliera angolana.

Nel complesso, per Ancora un giorno la valutazione è sufficiente… e qualcosa in più, se si bada soprattutto all’elemento della testimonianza storica (sempre ammesso che quanto narrato corrisponda a verità).

Fosco Del Nero



Titolo: Ancora un giorno (Another day of life).
Genere: animazione, drammatico, guerra, documentario
Regista: Raúl de la Fuente, Damian Nenow. 
Anno: 2018.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.  



martedì 27 giugno 2023

Extract - Mike Judge

Mi sono guardato Extract seguendo la filmografia di Mike Judge, regista di prodotti tendenzialmente umoristici, ma interessanti nella sostanza, come Idiocracy e Impiegati… male!.
Tuttavia, in questo caso il risultato è stato più deludente, nonostante un buon cast a supporto della storia, la quale è alquanto leggera.

Ecco la trama di Extract: Joel (Jason Bateman; Juno, Hancock), il proprietario di una fabbrica di essenze floreali, è alle prese con diverse questioni. Da un lato gli si prospetta la possibilità di vendere la fabbrica e di pensionarsi assai giovane; da un altro lato è in crisi con la moglie, mentre al contrario è attratto dalla bella Cindy (Mila KunisThat 70’s show, Il cigno nero); è poi alle prese con dipendenti alquanto bislacchi… nonché con un incidente in fabbrica che ferisce gravemente un dipendente e che rischia di creare problemi legali ed economici al posto.

Inoltre, a complicare le cose, l’uomo ha come amico-confidente Dean (Ben AffleckPaycheckDogma, Suicide squad), il quale gli offre inevitabilmente consigli bizzarri.

Il tutto si muove tra la commedia, l’umorismo, i sentimenti… per quanto tutto quanto rimane su binari piuttosto tranquilli e leggeri, senza mai alzare il tono di voce. Anzi, tutte le questioni sono affrontate in modo sereno, il che è lodevole, occorre dire.

Quel che è meno lodevole è proprio la sceneggiatura di fondo: il film non ha molti titoli per esser visto, se non quello di un garbato intrattenimento.
Oltre a quello, tuttavia, non c'è profondità, non c’è una particolare intelligenza, né una particolare bellezza.

Vi sono solo varie situazioni tra il curioso e il grottesco, come il rapporto con il vicino di casa logorroico e invadente.

In generale, Extract è sia tranquillo che innocuo: in giro c’è molto di peggio, è vero, ma anche molto di meglio.

Fosco Del Nero



Titolo: Extract.
Genere: commedia.
Regista: Mike Judge.
Attori: Mila Kunis, Ben Affleck, Kristen Wiig, Jason Bateman, Dustin Milligan, J.K. Simmons, Clifton Collins Jr., Matt Schulze, David Koechner, Beth Grant, Brent Briscoe.
Anno: 2009.
Voto: 5.5.
Dove lo trovi: qui



mercoledì 21 giugno 2023

Anche se il mondo finisse domani - Yuhei Sakuragi

Anche se il mondo finisse domani è un film d’animazione piuttosto interessante, dal momento che parte da una premessa originale e potenzialmente molto stimolante: nel Giappone contemporaneo, nel quale è ambientata la storia essendo per l'appunto un film giapponese, molte persone cadono morte all’improvviso, tanto che il fenomeno delle “morti improvvise” è onnipresente nei giornali e nei discorsi della gente.

A parte la grande attualità della questione (con la differenza che nel film non si conosce la causa delle morti improvvise mentre nella realtà la causa si conosce benissimo), lo spunto di partenza si rivela molto intrigante e potenzialmente assai ampio, anche se poi viene affrontato in modo molto limitato, diciamo così.

Essenzialmente, Anche se il mondo finisse domani rivela un mondo parallelo, nel quale tuttavia succedono cose diverse: nel Giappone “reale” vi è la società che conosciamo, mentre nel Giappone alternativo, dopo una dura guerra civile, si è instaurato il Principato del Giappone, un regime militare con a capo, teoricamente, una principessa, ma di fatto retto da un consiglio che decide da dietro le quinte.
Il problema è che i due mondi son talmente legati, che quando un individuo muore in uno, muore all’istante anche nell’altro… per l’appunto, senza una causa apparente.

I protagonisti della storia sono Shin Hazama e Kotori Izumi, due adolescenti compagni di scuola e amici d’infanzia, nonché segretamente innamorati l’uno dell’altra.
La madre di Shin è mancata, per “morte improvvisa”, quando era bambino, e ora viene a mancare anche il padre; subito dopo, ai due viene spiegata, da persone giunte dal mondo parallelo, la situazione congiunta dei due mondi, con tutto quello che ne consegue anche a livello politico: assassini mirati in un mondo che si riflettono nell’altro e viceversa.

Così, quella che è partita come una storia d’amore adolescenziale si trasforma rapidamente in una sorta di thriller d’azione, fatto di combattimenti e adrenalina… non il massimo, dal mio punto di vista.

Come non è il massimo il disegno, basato sulla computer grafica: assai più brutta dell’animazione tradizionale, basata sui disegni a mano, ma comunque passabile e guardabile.

Il peccato principale di Anche se il mondo finisse domani  è però un altro: lo spunto di partenza, davvero interessante, è stato sprecato per metter su un film di combattimenti tra androidi e tra mondi, laddove avrebbe potuto indagare qualcosa di assai più meritevole.

Fosco Del Nero



Titolo: Anche se il mondo finisse (Ashita sekai ga owaru to shite mo).
Genere: anime, fantastico, sentimentale, azione.
Regista: Yuhei Sakuragi.
Anno: 2018.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.



martedì 20 giugno 2023

Enlightened - La nuova me - Laura Dern, Mike White

Sarò diretto sin da subito: ho guardato la serie tv Enlightened - La nuova me solamente perché, a cominciare dal titolo (che accenna all’illuminazione e al cambiamento interiore), essa si dichiarava "dedicata" alla ricerca interiore… quindi in teoria al percorso spirituale.

Tuttavia, conoscendo il personaggio di Laura Dern, attrice feticcio di David Lynch, nonché l’andazzo che ha preso nel tempo quel gruppo di persone, non mi aspettavo davvero nulla.

Effettivamente, in Enlightened - La nuova me non c’è davvero niente di spirituale in senso stretto, nel senso tipico della saggistica evolutivo-spirituale: c’è piuttosto una narrazione che vorrebbe parlare di certe cose, senza avere minimamente i requisiti per farlo, fatto evidente sin da subito (e che, come detto, davo per molto probabile/certo in anticipo).

Ad ogni modo, ecco la trama di Enlightened - La nuova me, serie tv composta da due stagioni e da diciotto episodi in tutto, della durata di circa venticinque minuti ciascuno: Amy Jellicoe era una dirigente dell’importante azienda Abaddon, la quale a un certo punto ha avuto una crisi di nervi, con tanto di scenata pubblica in azienda, ed è andata a riprendersi in una sorta di eremo spirituale nelle Hawaii (coi soliti luoghi comuni del relax, dei discorsi di gruppo, degli esercizi di gruppo, etc).
Terminata la “disintossicazione psichica”, torna a casa, nel dintorni di Los Angeles (dove, se non in California?) e vorrebbe riprendere il suo lavoro precedente, ma viene dirottata in un settore aziendale che ha fama di ospitare i casi critici, nonché personaggi più o meno scomodi, denominato Cogentiva.

La donna è insoddisfatta di praticamente tutto: lavoro, madre, situazione economica, ex marito, colleghi, vecchi amici, del mondo intero che vede come sporco e corrotto, e vorrebbe ora far qualcosa per cambiare le cose.
Si scontra però con la realtà e con le sue stesse energie, ancora molto immature, per utilizzare un eufemismo.

Non so se il personaggio di Amy sia stato disegnato apposta con tutti quei limiti di manipolazione, infantilismo, ricerca continua di attenzione, tristezza: se sì, si è avuto il coraggio di tratteggiare uno dei protagonisti filmico-seriali più fastidiosi e lagnosi di tutti i tempi, con il quale è veramente difficile solidarizzare e che si finisce per guardare come si guarderebbe un animale allo zoo: per vedere cosa fa.

La trama della serie è davvero inconsistente. I personaggi son tutti stereotipati e poco convincenti. I dialoghi sono quasi impresentabili. 

Davvero non si capisce il senso di Enlightened - La nuova me… se non forse coprire la nicchia televisiva “spirituale”, se non fosse che nel prodotto in questione di spirituale non c’è niente, nonostante le frasi recitate fuori campo con una musica ispirante dietro.

Per produrre un’opera evolutiva, difatti, occorre che dietro vi sia una coscienza evoluta: questo è l’unico modo. Altrimenti, usciranno fuori prodotti imbarazzanti come questo Enlightened - La nuova me o come Nine perfect strangers. L’alternativa al “pubblico spirituale” è che tali opere siano rivolte viceversa al “pubblico comune” allo scopo di sminuire e ridicolizzare la direzione evolutiva… ma, anche in questo caso, il fallimento è eclatante.

Fosco Del Nero



Titolo: Enlightened - La nuova me (Enlightened).
Genere: spiritualità, surreale.
Ideatore: Laura Dern, Mike White.
Attori: Laura Dern, Diane Ladd, Sarah Burns, Luke Wilson, Mike White, Timm Sharp, Brent Bradshaw, Jon Shere, Bayne Gibby, Charles Esten, Amy Hill, Jason Mantzoukas, Dan Levy (III), Michaela Watkins.
Anno: 2011-2013.
Voto: 3.
Dove lo trovi: qui.



mercoledì 14 giugno 2023

Hello world - Tomohiko Ito

Credo avessi trovato  Hello world consigliato online, come buon film d’animazione giapponese.
La trama, con una forte componente fantastica, probabilmente ha inciso nella mia decisione di guardarlo.

Ecco per l’appunto la trama di Hello world, girato nel 2019 da Tomohiko Ito (già incontrato per la serie anime Erased, nonché per il film Summer wars, per il quale ha funto da assistente direttore e col quale in effetti Hello world ha qualche somiglianza): Naomi Katagaki è uno studente liceale giapponese che vive a Kyoto nel 2027 e che, un dì, incontra uno strano figuro… il quale si rivela essere nientemeno che il suo sé futuro, proveniente dal 2037 e quindi di dieci anni più grande.
Il Naomi grande, che peraltro compare sotto forma di ologramma, visibile solo al suo alter ego, assegna al Naomi piccolo una missione: avvicinarsi a Ruri, una compagna di scuola, sino ad avviare una relazione sentimentale, cosa effettivamente successa a suo tempo ma non sviluppatasi poiché un certo giorno la ragazza sarebbe morta, per via di un fulmine cadutole vicino.
Naomi piccolo deve evitare tale tragedia.

A proposito di drammi, al ragazzo viene svelata un’altra verità: quello in cui lui vive tecnicamente non è il passato di Naomi grande, ma è una realtà virtuale, elaborata alla perfezione da un computer super potente. Questo aspetto, che in verità sarebbe la rivelazione più scioccante tra tutte (in stile Matrix, o Il tredicesimo piano), non viene granché affrontato nel film, il quale al contrario si orienta sulla questione sentimentale tra i due adolescenti… e in modo piuttosto melodrammatico e infantile.

Insomma, Hello world parte da una rivelazione di enorme portata e finisce a parlare di una cotta tra adolescenti. 
Peraltro, la motivazione che, nel corso del film, vien data all’intera operazione risulta davvero poco convincente, non solo dal punto di vista tecnologico (il quale ovviamente richiede una forte sospensione dell’incredulità), ma anche dal punto di vista umano.

La cotta adolescenziale tra Naomi piccolo e Ruri è dolce, ma poco interessante e poco originale.
La questione futuristica e fantascientifica, viceversa, non regge e risulta affrontata assai male.

Il risultato finale di Hello world è un’opera visivamente ben fatta, con uno spunto di partenza valido, ma sviluppato male: non c’è introspezione, non c’è cambiamento, non c’è un vero addestramento, ma c’è solo un compitino svolto senza una reale ispirazione dietro... almeno, è come io ho percepito l'opera.

Fosco Del Nero



Titolo: Hello world (Fireworks).
Genere: anime, fantastico, sentimentale.
Regista: Tomohiko Ito. 
Anno: 2019.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui.



martedì 13 giugno 2023

La figlia della sciamana 2 – Il dono del serpente – Ask Hasselbalch

Da poco avevo visto il film danese La figlia della sciamana ed essendomi piaciuto discretamente, nonché avendo esso un elemento esistenzialmente interessante, ho deciso di guardarmi anche il suo seguito, prodotto quattro anni dopo: La figlia della sciamana 2 - Il dono del serpente.

Purtroppo, vi ho trovato alcuni personaggi cambiati, il che non è mai il massimo a livello di seguiti, specialmente se son personaggi importanti; anche il regista è differente, come è differente l’intera impronta dell’opera… la sensazione è che si sia cercato di “internazionalizzare” il prodotto.

Ecco la trama: con la ritirata di Dina e Nicodemus, il malvagio Drakan domina il regno di Dunark, insieme a Lady Lizea, sua madre. Per il momento, dunque, i Draghi vincono sui Corvi… e la prima casata continua ad alimentarsi di sangue di drago, o almeno dei piccoli draghi rinchiusi nelle segrete della capitale.
Dina, dal canto suo, vive nelle Highlands… fino a che non è costretta a muoversi: l’amico Nicodemus e il fratello Davin vengono imprigionati dal nemico, pur senza sapere di chi si tratta, e contemporaneamente compare Sezuan, il padre che Dina non ha mai conosciuto, e che la madre odia in quanto è un Maestro Nero, ossia qualcuno capace di violare e forzare la volontà altrui. L’uomo sostiene che la ragazza ha sia il potere delle sciamane, sia il potere dei maestri neri, e vorrebbe per l’appunto addestrarla.

Qualcosa si sarà intuito tra le parole: La figlia della sciamana 2 - Il dono del serpente riparte dal primo film, gli conferisce un’aria più “rispettabile” e meno rustica, vi aggiunge qualche elemento canonico, come i poteri da jedi di Sezuan, nonché l’addestramento rivolto alla figlia, e prosegue la lotta contro i cattivi.

Il tutto è un po’ banale e non fa certo gridare al miracolo, ma il prodotto è ben realizzato e propone sia bellezza visiva, che qualche insegnamento.

Per esempio, mi son segnato la seguenti frasi.

“Finché sarai divisa a metà, non sarai completa.”

“A volte devi attraversare l’oscurità per trovare la luce, e nella luce c’è la verità.
Solo quando troverai la verità, sarai completa.”

“Nulla è soltanto buono o cattivo: l’acqua dà la vita, ma il mare fa annegare i marinai”

“Lascia che il potere parli attraverso te.”

La figlia della sciamana, primo e secondo film, non è un’opera imperdibile, ma è comunque un prodotto valido e gradevole. In attesa del terzo episodio, quantomeno, visto che la storia non ha proposto nemmeno una fine temporanea e tutto ancora è in alto mare.

Fosco Del Nero



Titolo: La figlia della sciamana 2 – Il dono del serpente (The shamer's daughter II: the serpent gift).
Genere: fantasy, drammatico.
Regista:  Ask Hasselbalch.
Attori: Rebecca Emilie Sattrup, Dejan Cukic, Jakob Oftebro, Agnes Kittelsen, Allan Hyde, Søren Malling, Nicolas Bro, Abigail Rice, Anders Juul, Anders Hove, Stina Ekblad, James McVan.
Anno: 2019.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.



mercoledì 7 giugno 2023

I racconti di Parvana - Nora Twomey

Ho trovato I racconti di Parvana consigliato in qualche lista di buoni film d’animazione, per cui ho deciso di guardarlo.

Direi che ho fatto bene: il film è sia bello da vedere, che educativo, oltre che essere una testimonianza storica di quanto successo in una parte del mondo (e che continua ad accadere in altre parti).

Ecco la trama de I racconti di Parvana, film tratto dal romanzo Sotto il burqa di Deborah Ellis (la quale ha collaborato alla sceneggiatura): Parvana è una bambina-ragazzina di undici anni che vive con la sua famiglia a Kabul, nell’Afghanistan controllato dai talebani. Questo significa, per le donne, che devono sempre coprirsi, che non possono andare in giro da sole, che non possono nemmeno acquistare beni di consumo: è tutto riservato agli uomini, e le donne devono stare a casa, se non accompagnate da un uomo, padre, fratello o marito.

La situazione, già poco idilliaca di suo, anche dal punto di vista economico, peggiora nel momento in cui l’anziano padre di Parvana, Nurullah, viene arrestato, pur senza un valido motivo, praticamente per ripicca, e la ragazzina rimane con la madre Fattema, la sorella maggiore Soraya e il fratellino piccolo Zaki… e senza una figura maschile le cose si fanno ancora più dure, tanto che Parvana a un certo punto decide di tagliarsi i capelli e di vestirsi da maschio, per poter almeno comprare il cibo al mercato.
L’altra idea è quella di cercare di tirar fuori il padre dal carcere…

I racconti di Parvana, come tipo di prodotto, mi ha ricordato molto Persepolis: anche in quel caso si aveva a che fare con regimi e guerre, nonché col fanatismo religioso, pur se ci si sposta dall’Iran all’Afghanistan… e la situazione qui è ancora più dura rispetto a quella presentata nel film recensito in precedenza.

L’elemento che emerge con maggior forza è il coraggio di Parvana, e in generale delle donne che hanno dovuto affrontare quelle situazioni.
L’altro elemento, va da sé, è l’insensatezza di qualunque tipo di totalitarismo impositivo, che sia di matrice religiosa, di matrice politica, di matrice finanziaria, di matrice pseudo-scientifico-medica o altro ancora.

Ogni stato-governo dovrebbe provvedere al benessere dei propri cittadini: se non si occupa di questo, sta tradendo il proprio popolo e il proprio mandato (ammesso che ci sia stato un mandato).

Tornando a I racconti di Parvana, i disegni sono belli, anche la storia parallela, raccontata a spezzoni, è carina, e il tutto, come detto, è molto didattico, per cui l’opera è certamente promossa con una buona valutazione.

Fosco Del Nero



Titolo: I racconti di Parvana (The breadwinner).
Genere: animazione, drammatico.
Regista: Nora Twomey.
Anno: 2017.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


martedì 6 giugno 2023

Fireworks - Vanno visti di lato o dal basso? - Akiyuki Shinbo

Non mi ricordo il motivo per cui mi sono imbattuto in Fireworks - Vanno visti di lato o dal basso?, film d’animazione giapponese girato nel 2017.

Se lo avevo trovato consigliato in qualche lista di film, chi lo consigliava ha preso una discreta cantonata, dal momento che Fireworks è un film piuttosto piatto e mediocre: né originale, né appassionante.

Ma partiamo dalla trama: Norimichi Shimada e Nazuna Oikawa son due compagni di scuola i quali provano una certa attrazione l’uno per l’altra. Vi sono però alcune complicazioni: la prima è che Norimichi è assai timido; la seconda è che Nazuna piace anche a Yusuke, il miglior amico di Norimichi, lui più esuberante di quest’ultimo; la terza è che per la ragazza è in programma un trasferimento altrove, assecondando la nuova relazione della madre, da tempo separata dal padre di Nazuna.
Tuttavia, in quel di Moshimo (questo è il nome del luogo in cui vivono) avvengono cose ancor più complicate, sotto forma di viaggi nel tempo, attivati da una sorta di biglia colorata.
A intrecciarsi con tutto ciò, e anzi a dare il titolo al film, vi sono i fuochi d’artificio programmati per un certo giorno in città.

Fireworks - Vanno visti di lato o dal basso? ha evidenti punti di forza ma, purtroppo, altrettanto evidenti punti deboli.
Tra i primi, l’aspetto visivo: i disegni e le animazioni sono belle… pur se la commisione tra il disegno a mano e la compouter grafica, come al solito, stona (ma meno che in altri prodotti).
Il prodotto è evidentemente curato (anche nella componente sonora, per quanto un po’ tendente al melodrammatico).

Tra i secondi, la poca La ragazza che saltava nel tempo o Your name; il primo per il tema dei viaggi nel tempo “in giornata”, il secondo per il problematico rapporto tra due adolescenti. 

Al di là di tali richiami, Fireworks non ha mordente: i personaggi non son ben caratterizzati e si dimenticano subito, i dialoghi non sono interessanti e il tutto è davvero adolescenziale, nel senso negativo del termine (ossia immaturo e banale).

Peccato, perché si poteva fare certamente di più partendo dalla base visiva (confidando che la smettano di mischiare disegno e computer grafica, perché l’accostamento è davvero poco naturale).

Fosco Del Nero



Titolo: Fireworks - Vanno visti di lato o dal basso? (Fireworks).
Genere: anime, commedia, fantastico, sentimentale.
Regista: Akiyuki Shinbo.
Anno: 2017.
Voto: 5.
Dove lo trovi: qui.



Il mondo dall'altra parte