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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

giovedì 5 dicembre 2013

La collina dei papaveri - Goro Miyazaki (anime)

Sono da tanti anni ormai un grande fan dei film di Miyazaki, tanto che su Cinema e film sono già apparse le recensioni di quasi tutti i suoi film: Nausicaa della valle del ventoLa città incantataLupin III - Il castello di CagliostroIl castello errante di HowlPorco RossoPonyo sulla scoglieraLaputa - Castello nel cielo, Kiki - Consegne a domicilio.

Oltre che a film, sempre di animazione ovviamente,cui egli ha collaborato in qualche modo, pur non dirigendo il film: Pom PokoI sospiri del cuore, Arrietty.

Oltre che, ovviamente, il primo film diretto dal figlio, Goro Miyazaki: I racconti di Terramare.

Il secondo, invece, è l’oggetto della recensione odierna: La collina dei papaveri. Con cui si cambia decisamente genere, passando dal fantastico di praticamente tutti i film del padre, e dello stesso I racconti di Terramare, a un’ambientazione storico recente: il Giappone del 1963, e specificatamente la città di Yokohama.

Siamo quindi nel Giappone post seconda guerra mondiale, fase di ricostruzione e di grande cambiamento. 

Cambiamento nel grande a livello di nazione, ma anche nel piccolo per la protagonista della storia, Umi, ragazza di 16 anni orfana di padre e sorta di vice-madre nell’affollato dormitorio in cui vive con le sue sorelle, la nonna e due affittuarie. 
La madre, infatti, è professoressa negli Stati Uniti, e quindi assente quasi sempre.

Il film racconta l’avvicinamento tra lei e Shun, 17enne che va alla sua stessa scuola, tra l’amicizia personale e l’avventura di pulizia e ristrutturazione del Quartier Latino, vecchio immobile sede dei numerosi gruppi scolastici: dall’astrologia alla filosofia.

Subito dopo aver completato la pulizia-ammodernamento generale, tuttavia, giunge notizia che ai piani alti hanno deciso di smantellare l’edificio.

Dall’altro lato, invece, arriva una notizia ancora più difficile per Umi e Shun…

La collina dei papaveri ha un sapore un po’ melodrammatico, e il solito nippo-target giovanile ma adulto al tempo stesso (protagonisti adolescenti e tematiche adulte). In questo caso, il concetto di fondo è l’andare avanti, ma tenendo conto del passato: sia la vita dei due giovani, sia la vita del Quartier Latino ha subito dei cambiamenti, e tutto sta nell’equilibrare vecchio e nuovo… proprio come il Giappone moderno.

Anche se, a onor del vero, il film mantiene un gusto un po’ retrò, che pare sottintendere una certa malinconia per quello che è passato: il codice nautico e le bandiere, la colonna sonora, vecchia anch’essa, dal sapore antico, etc.

Ho letto in rete commenti che consideravano La collina dei papaveri un passo avanti per Goro rispetto a I racconti di Terramare, che però personalmente ho preferito.
E questo nonostante il fatto che a La collina dei papaveri abbia partecipato il Miyazaki senior come co-sceneggiatore. 

A questi due film del figlio, però, manca il respiro epico e immaginifico dei film del padre (di tutti, direi, tranne forse Lupin).
Ciononostante, La collina dei papaveri è un film d’animazione che vale comunque la pena di guardare: animazione e colonna sonora fanno la loro, e anche i personaggi sono discretamente caratterizzati.

Fosco Del Nero



Titolo: La collina dei papaveri (Kokuriko-zaka kara).
Genere: anime, sentimentale.
Regista: Goro Miyazaki.
Anno: 2011.
Voto: 6.
Dove lo trovi: qui.