Titolo: I fantastici quattro (Fantastic four).
Genere: fantascienza, azione, sentimentale, commedia.
Regista: Tim Story.
Attori: Ioan Gruffudd, Jessica Alba, Chris Evans, Michael Chiklis, Julian McMahon, Kerry Washington, Hamish Linklater, Kevin McNulty,Maria Menounos, Laurie Holden, David Parker.
Anno: 2005.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Non sono un grande appassionato dei film sui supereroi, sia perché non ho mai letto i fumetti delle decine e decine di supereroi esistenti, sia perché i film da essi derivati solitamente puntano tutto su azione ed effetti speciali, ossia due cose di cui, cinematograficamente, mi importa ben poco.

In questo quadro generale, I fantastici quattro costituisce un’eccezione: girato nel 2005 da Tim Story, vede come attori principali Ioan Gruffudd (Amazing Grace), Michael Chiklis (la serie tv Il commissario Scali), Julian McMahon (le serie Streghe e Nip/Tuck), Chris Evans (già recensito in London) e la bellissima Jessica Alba (Dark angel, Sin City, Tutte pazze per Charlie).

Ecco la trama per coloro che come me non avessero mai letto un singolo fumetto de I fantastici quattro, precisando che per condensare in un unico film l’essenza del fumetto i produttori si sono presi molte libertà: Reed Richards è uno scienziato brillante, ma poco concreto e poco abile nelle relazioni interpersonali. Così si spiegano sia la fine del suo rapporto con Susan Storm, sia il poco successo ottenuto fino a quel momento in ambito professionale.
Tanto che lui e il suo amico-socio Ben Grimm sono costretti a chiedere aiuto finanziario all’ex collega di studi Victor Von Doom, meno talentuoso ma decisamente più pratico, tanto che nel mentre ha messo su una compagnia miliardaria… nonché ha soffiato l’ex findanzata all’ex collega.

In qualche modo, le due controparti trovano un accordo, e viene preparata una spedizione nello spazio assai ambiziosa.
Qualcosa però non va per il verso giusto, e i cinque sono investiti da una tempesta di raggi solari piuttosto violenta… che addirittura ne altera il dna, donando loro dei superpoteri.

Nascono così Mister Fantastic (si allunga a piacimento), la Donna Invisibile (può scomparire), la Torcia Umana (prende fuoco e vola), la Cosa (è dotato di una forza sovrumana)…
… e Dottor Destino, probabilmente il più potente tra tutti (padroneggia le forze elettriche).

Antipatie e invidie si mescoleranno all’ambizione, portando rapidamente a una sorta di scontro frontale tra buoni e cattivi, in un film che dura quasi due ore e che non lascia tregua allo spettatore, sia a livello di azione e di effetti speciali (ossia ciò che non mi impressiona più di tanto), sia a livello di dialoghi e di ironia (ciò che invece mi interessa maggiormente).

Gli appassionati del fumetto, inoltre, affermano che nonostante le varie licenze prese dagli autori, lo spirito dell’opera è stato mantenuto fedele, cose assai positiva.
Forse proprio in questo, oltre che nel giusto mix tra dinamismo e umorismo, sta il grandissimo successo del film, da record in varie parti del mondo: ottimo nella madrepatria Usa, eccellente anche qua da noi in Italia, tanto che, sull’onda degli oltre 300 milioni di dollari incassati, la produzione ha dato il via libera al seguito, I fantastici quattro e Silver Surfer, che poi ne ha bissato il successo.

Insomma, I fantastici quattro è un buon film di fantascienza brillante, divertente e scorrevole.

Fosco Del Nero

Titolo: La fuga di Logan (Logan’s run away).
Genere: fantascienza, azione.
Regista: Michael Anderson.
Attori: Michael York, Jenny Agutter, Richard Jordan, Farrah Fawcett, Peter Ustinov, Roscoe Lee Browne, Gary Morgan, Michael Anderson Jr., Denny Arnold, Lara Lindsay.
Anno: 1976.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Questa è la seconda volta che guardo La fuga di Logan, film girato da Michael Anderson nell’ormai lontano 1976.

Il film è tratto dal romanzo di William F. Nolan e George Clayton Johnson, e descrive una società del futuro di genere tipicamente orwelliano: tutto è controllato a livello centrale da un megacomputer, i dissidenti sono uccisi, l’informazione strettamente proibita…

… e la gente eliminata a soli 30 anni, nel corso di una cerimonia chiamata carousel, dopo averla convinta peraltro che si tratta di una cosa normale e anzi auspicabile, utile a rigenerarsi e quindi a rinascere in un ciclo continuo e perpetuo.

Siamo nel 2274 quando a un guardiano, Logan 5, viene il dubbio che qualcosa non vada per il verso giusto, e che la cosiddetta resistenza abbia una qualche ragione.
Essa, difatti, sostiene che il cosiddetto carousel non solo non sia necessario, ma che sia in realtà una forma di omicidio mascherato, utile a mantenere la popolazione entro certi limiti numerici e al contempo a non far diventare le persone troppo vecchie e troppo consapevoli.

Finchè rimangono giovani e spensierate, difatti, le persone, private praticamente di oneri e lavori, vivono dedite al benessere e allo svago, limitandosi a presentarsi al carousel una volta terminato il proprio periodo di vita trentennale, cosa segnalata da una sorta di cristallo impiantato nel palmo della mano…

… il quale, però, come scoprirà Logan nel corso della sua fuga che dapprima è un’indagine e man mano diverrà rivolta, non funziona fuori dai confini della grande cupola che contiene la popolazione controllata.

Logan 5 e la sua compagna di fuga. Jessica 6. scopriranno così la verità sul mondo interno e sul mondo esterno, in un continuo crescendo di sorprese.

La fuga di Logan è un film ben congeniato: all’idea orwelliana di fondo, sufficientemente originale per distinguersi dal resto delle produzioni similari, si aggiunge un certo dinamismo nell’incedere della trama, nonché un’atmosfera generale sensuale ed accattivante.
Lo stile retrò potrà piacere o non piacere a seconda del gusto individuale, ma personalmente l’ho trovato gradevole.

Probabilmente non è un caso che il film ebbe un certo riscontro, sia di critica (vinse due Oscar, tra l’altro) che di pubblico, tanto da farne derivare anche una serie televisiva e un fumetto.

Efficace la fotografia, curiosamente curata da un nome associato agli ambienti complottistici.
Ma questa è un’altra storia: quel che ora ci importa sottolineare è che La fuga di Logan sia un film di fantascienza dinamico e godibile, divenuto nel tempo una sorta di piccolo film cult.

Fosco Del Nero

The International Olympic Committee

Il post di oggi, una volta tanto, non è dedicato alla recensione di un film, ma a un video, che porta il nome di The International Olympic Committee, e che porta anche l’opportunità di vincere un viaggio a Londra per le Olimpiadi del 2012.

Si tratta di un video promozionale sull’evento olimpico che si svolgerà in questo 2012 nella capitale inglese, con il quale si vuole invitare il pubblico a inviare un video sui propri talenti.
Non necessariamente “olimpici”, ma perlomeno curiosi e interessanti, come mostra il video in questione.

Insomma, l’invio è quello di mostrare il lato migliore di sé e dello spirito olimpionico.

In palio, per coloro che parteciperanno, la possibilità di partecipare allo spot globale della Olympic Tv, nonché un viaggio premio a Londra per le Olimpiadi 2012.

Ho dunque pensato di proporre ai miei lettori il suddetto video.
Nel caso, buon video e buona partecipazione al concorso premio sponsorizzato da IOC (acronimo di International Olympic Committee).

Fosco Del Nero




Video sponsorizzato da IOC

Titolo: Il dormiglione (Sleeper).
Genere: commedia, fantascienza, comico.
Regista: Woody Allen.
Attori: Woody Allen, Diane Keaton, John Beck, Mark Gregory, Don Keefer, John McLiam, Bartlett Robinson, Mews Small, Chris Forbes.
Anno: 1973.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Il dormiglione era uno dei pochi filmdi Woody Allen che mancava su Cinema e film, e non perché non lo avessi mai visto, ma perché lo avevo visto prima di aprire il blog.
Problema risolto, e dunque Il dormiglione è il ventitreesimo film di Allen che viene recensito su queste pagine (in ordine cronologico, invece, è il quarto film del regista americano).

Si tratta di un’opera un po’ anomala per Allen, non tanto per il tenore della stessa, che si aggira sempre tra commedia, psicologia e comicità, quanto per l’ambientazione, visto che si tratta in tutto e per tutto di un film di fantascienza.

Eccone la trama in breve: siamo nel 2173, quando un gruppo di scienziati riporta in vita Miles Monroe, jazzista che nel 1973 era andato a farsi operare di ulcera e che era stato ibernato per un errore nell’operazione.

Quel che è peggio, il suddetto jazzista si trova ricercato dalla polizia, perché ha avuto la sventura di essere risvegliato in uno stato di polizia dittatoriale in cui lui, non essendo schedato come tutti, viene associato immediatamente alla resistenza.

È così che inizia la “sfida” al Grande Leader, vertice di tale stato di polizia, tra avventure, fughe, sorprese e tanta ironia (alcune battute sono letteralmente irresistibili).

Ambientazione futuristica a parte, è il solito Woody Allen (intendo, quello prima maniera, non l’ultimo drammatico-sociologico), tutto sarcasmo, trovate originali e satira sociale, in questo caso acuita dalla descrizione di uno stato orwelliano in cui sono una realtà l’omologazione culturale, il controllo della popolazione, il controllo della sessualità, la clonazione, l’informazione distorta (e che per certi verso non è molto differente dalla realtà in cui ci troviamo ora).
La critica al potere e all’uso massicco e innaturale della tecnologia sono una logica conseguenza del punto di partenza.

In conclusione, Il dormiglione è uno dei miei film preferiti di Woody Allen (insieme probabilmente ad Amore e guerra, La dea dell’amore, Manhattan, La maledizione dello scorpione di giada, Anything else), originale, brillante e divertente come pochi, che quindi consiglio senza indugio ai miei lettori.

Fosco Del Nero

Titolo: Peaceful warrior - La forza del campione (Peaceful warrior).
Genere: drammatico, psicologico.
Regista: Victor Salva.
Attori: Scott Mechlowicz, Nick Nolte, Amy Smart, Ashton Holmes, Paul Wesley, B.J. Britt, Tim DeKay, Agnes Bruckner, Ray Wise, Beatrice Rosen.
Anno: 2006.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.


Peaceful warrior - La forza del campione è un film girato nel 2006 da Victor Salva e basato su un libro autobiografico: La via del guerriero di pace di Dan Millmann.

Dan Millmann è dunque anche il nome del protagonista del film Peaceful warrior, che vede come interpreti principali lo sconosciuto (almeno per me!) Scott Mechlowicz, affiancato da Nick Nolte (Il principe delle maree, Affliction, Cape fear - Il promontorio della paura) e da Amy Smart (Interstate 60, La battaglia di Shaker Heights, The butterfly effect).

Ecco in breve quale è la trama di Peaceful warrior - La forza del campione: Dan è un promettentissimo ginnasta, tanto che si sta preparando alle prossime olimpiadi, nella specialità degli anelli.
Tuttavia, un brutto incidente in motocicletta comprometterà per sempre la sua integrità fisica e quindi la sua carriera…

… o almeno, questo è quanto gli hanno detto i medici, mentre Socrate, il misterioso gestore di un benzinaio, non è d’accordo.

Grazie a Socrate, che è un nomignolo inventato dallo stesso Dann, il ragazzo scoprirà come superare se stesso, nello sport ma soprattutto nella vita.

Sostanzialmente, Peaceful warrior - La forza del campione è un film di formazione, con ampio spazio dedicato alla componente introspettiva.

Molto convincente Nick Nolte, Scott Mechlowicz invece sembra un po’ fuori ruolo, sia perché fisicamente poco adatto alla specialità degli anelli (che privilegia fisici decisamente più compatti e muscolosi e meno snelli e slanciati), sia perché artisticamente poco dotato (e non credo sia un caso se in questi anni non sia emerso nel panorama cinematografico).

Il film comunque va benissimo anche così, ricco com'è di insegnamenti importanti, e pure se alcune sue parti avrebbero meritato una maggiore cura, come ad esempio i dieci minuti finali (gli istanti finali, invece, sono spettacolari).
Complessivamente, Peaceful warrior - La forza del campione è un film ben fatto e ispirante, a maggior ragione dal momento che trattasi, come detto, di una storia vera.

Fosco Del Nero

Laputa - Castello nel cielo - Hayao Miyazaki (anime)

Titolo: Laputa - Castello nel cielo (Tenku no shiro Laputa).
Genere: anime, animazione, fantasy, commedia.
Regista: Hayao Miyazaki.
Anno: 1986.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.


Come già riferito in diverse occasioni, ho visto tutti i film di Hayao Miyazaki, anche se non tutti erano ancora stati recensiti su Cinema e film, dal momento che alcuni li ho visti diversi anni fa prima dell’apertura del blog.

Finora, ricapitolando, sono stati recensiti: Nausicaa della valle del vento, La città incantata, Lupin III - Il castello di Cagliostro, Il castello errante di Howl, Porco Rosso e Ponyo sulla scogliera.
A cui si aggiungono Whisper of the heart, Pom Poko e il recentissimo Arrietty, da Hayao Miyazaki sceneggiati ma non diretti, nonché I racconti di Terramare, diretto al contrario dal figlio Goro Miyazaki.

Questa lista viene arricchita ora con Laputa - Castello nel cielo, film diretto da Hayao Miyazaki nel 1986, e che rientra nel filone fantastico-epico di Miyazaki, contrapposto a quello più leggero da commedia (per quest’ultimo cito casi come Totoro, Kiki - Consegne a domicilio, o i recenti Ponyo sulla scogliera e Arrietty), anche se condito da una buona dose di umorismo, che lo rende meno serio di film come Nausicaa o La principessa Mononoke.

La storia è ambientata in una società rurale di minatori, e precisamente in un paese letteralmente abbarbicato sul fianco di una montagna e attraversato da una lunga e contorta linea ferroviaria.
Quest’architettura originale sarà il punto di partenza della storia, che coinvolgerà, come spesso accade con Miyazaki, due adolescenti: lui è Pazu, givoane aiutante del fabbro della miniera, mentre lei è Sheeta, ragazza che gli cade letteralmente nelle braccia dal cielo, e con cui inizierà un’esaltante e pericolosa avventura alla ricerca di Laputa, la misteriosa terra nel cielo sede di un’antica razza umana.
Avventura certo non facile, tallonati come sono sia dai pirati che dall’esercito.

Laputa - Castello nel cielo riprende molte tematiche tipiche di Miyazaki, già esplorate in lavori precedenti, come Nausicaa o la mitica serie animata di Conan, ragazzo del futuro: non è certo un caso che Pazu somigli a Conan, Sheeta a Lana, nonché l’esercito al personale di Indastria.
I temi principali del film sono l’ecologia, l’antimilitarismo, la distorsione di potere e denaro, l’amicizia e le relazioni vere... che poi sono la cosa più importante.

Laputa, peraltro, è stato il primo film d’animazione prodotto dallo Studio Ghibli, a quel tempo appena fondato da Miyazaki e Isao Takahata (regista del già citato Pom Poko).
Film e studio hanno avuto entrambi un successo strepitoso: il primo è già nella storia dell’animazione nipponica, premiato come miglior film d’animazione del 1986, mentre il secondo è ora la società di animazione giapponese più apprezzata in assoluto… e certamente non solo in Giappone, visto che Miyazaki, il suo alfiere principale, è celebre in quasi tutto il globo e che in molti paesi i suoi film sono letteralmente degli eventi al cinema.

In conclusione, Laputa - Castello nel cielo è l’ennesimo, superconsigliato, film-capolavoro di Hayao Miyazaki.

Fosco Del Nero