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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

lunedì 19 novembre 2012

Il pianeta delle scimmie - Franklin Schaffner (film fantascienza)

La recensione odierna di Cinema e film è dedicata a un classico della fantascienza, che non a caso ha generato diversi sequel, serie tv, remake: Il pianeta delle scimmie, girato nel 1968 da Franklin J. Schaffner e basato sull’omonimo romanzo dello scrittore francese Pierre Boulle.

È ambientato nel 3978, allorquando, da una Terra in disfacimento morale e ambientale quattro astronauti, tre uomini e una donna (ma come composizione di genere sarebbe stato più sensato il contrario) lasciano il pianeta, nel duplice scopo di dare all’umanità una seconda possibilità di diffusione e di verificare la teoria di un fisico del loro tempo, secondo cui i quattro esseri umani si sarebbero risvegliati in un lontano futuro pur essendo passato passato per loro poco tempo.

Detto, fatto: i quattro si ritrovano nel 3978.
Tre, per meglio dire, visto che la donna muore per un guasto tecnico alla sua cabina di crioconservazione.
Gli uomini si trovano da subito a lottare per la propria sopravvivenza, visto che il veivolo affonda in un lago, e che tutto intorno ad esso vi è una sorta di landa dasolata, un canyon grandissimo che mette alla prova le loro provviste e la loro capacità di sopravvivenza.

I tre, peraltro, diventano poi uno solo: dopo aver trovato un gruppo di esseri umani non civilizzati, gli uomini del futuro vengono attaccati insieme ad essi da un gruppo di scimmie bellicose e assai meglio equipaggiato.

Dei tre superstiti, Taylor, Landon e Dodge, gli ultimi due sono dispersi, probabilmente morti nell’attacco, mentre Taylor viene catturato e studiato da alcuni zoologi.

Tra i quali si scopre presto esservi una disputa su questioni scientifico-dottrinali-religiose, giacché presso la società di scimmie scienza e religione sono intimamente unite: secondo le loro sacre scritture, l’uomo è un animale, e pericoloso, mentre Dio ha creato la scimmia a sua immagine e somiglianza.

Lo scopo di Taylor sarà evitare esperimenti e castrazione, nonché le varie umiliazioni subite, aiutato in questo da Zira e Cornelius, due scimmie studiosi all’avanguardia.

Nel quadro partecipano anche il dottor Zaius, custode delle verità religiose e scientifiche, e Nova, indigena umana affibbiata a Taylor a fini riproduttivi.

Il film è considerato un classico, come dicevo, tanto che nel 2001 è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

È un classico che ha ancora qualcosa da dire, peraltro, e molto pure, considerando il suo contenuto e i suoi significati. Difatti, Il pianeta delle scimmie è una grandissima lezione di flessibilità, di apertura mentale, e di umiltà. Al contrario, insegna con buona chiarezza che fanatismo e rigidità andrebbero evitati.

Quanto agli aspetti tecnici del film, spesso lasciano a desiderare: inquadrature e movimenti della telecamera, recitazione dei protagonisti (lo stesso Charlton Heston non mi è piaciuto per nulla), alcuni dettagli poco verosimili (il livello detentivo ridicolo cui è sottoposto Taylor, che infati fugge in continuazione; l’aspetto da pin up dell’indigena Nova; alcuni dialoghi veramente poco convincenti, e così via).

In un film così importante dal punto di vista dei contenuti, e comunque a suo modo affascinante, questi rimangono dettagli, e certamente Il pianeta delle scimmie è un classico del cinema che merita ancora di essere visto e rivisto.

Fosco Del Nero



Titolo: Il pianeta delle scimmie (Planet of the apes).
Genere: fantascienza, fantastico.
Regista: Franklin J. Schaffner.
Attori: Charlton Heston, Kim Hunter, James Whitmore, Linda Harrison, Roddy McDowall, Maurice Evans, James Daly, Robert Gunner, Lou Wagner,Woodrow Parfrey, Jeff Burton.
Anno: 1968.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.