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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare.

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te.

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno.

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Se vuoi che il mondo cambi, inizia a darti da fare tu stesso.

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

Corso di esistenza

martedì 30 ottobre 2018

Il tredicesimo guerriero - John McTiernan

Il film recensito in data odierna, Il tredicesimo guerriero, vien fuori dal passato, nel doppio senso che è un film piuttosto risalente e che lo avevo in casa da molto tempo, pur senza averlo mai visto.
Ho infine rimediato… anche se a dirla tutta vi era un buon motivo per cui non lo avevo mai visto.

Non che il Il tredicesimo guerriero, film tratto dal romanzo di Michael Crichton Mangiatori di morte, sia un pessimo film, e nemmeno un film scarso; anzi, è ben girato e recitato, ed è credibile nel suo incedere.
Tuttavia, non ha alcun elemento di interesse particolare, se non quello, vago e già affrontato in centinaia di casi, dell’incontro tra due culture.
E dello scontro con una terza, e anche qui niente di nuovo.

Vediamo dunque quali sono i tratti principali de Il tredicesimo guerriero, film diretto nel 1999 da John McTiernan (regista di numerosi film blockbuster come Predator, Trappola di cristallo, Caccia a Ottobre Rosso, Last action hero, Die hard - Duri a morire), e che vede protagonista Antonio Banderas… e già solo questo ci dice che si tratta di un vecchio film, dei tempi in cui Banderas recitava sul serio, prima che si mettesse a fare le pubblicità farlocche del Mulino Bianco (ricordo soprattutto Intervista con vampiro, memorabile film con Brad Pitt, Tom Cruise e una giovanissima e già talentuosa Kirsten Dunst): Ahmed ibn Fahdlan (Antonio Banderas) è un arabo, cortigiano di Baghdad, che si trova proiettato in Occidente, nell’Europa del Nord del 922, accompagnato da  Melchisidek (Omar Sharif).
Egli, di impronta pacifista e collaborativa, nonché fedele praticante islamico, si trova suo malgrado a far parte di un gruppo di guerrieri vichinghi che si recano al soccorso di un re in difficoltà perché attaccato da una tribù di selvaggi, i Wendol, che tagliano le teste e mangiano i corpi umani.
Ahmed ibn Fahdlan, intelligente ma non certo un soldato di ventura (ha anzi una formazione da diplomatico), imparerà man mano, e si renderà utile alla causa, divenendo dunque a tutti gli effetti il tredicesimo guerriero della spedizione.

In buona sostanza, il film si regge per l’appunto sull’incontro, per quanto forzato e circostanziato, tra le due culture araba e nordico-europea, col terzo incomodo dei selvaggi, ovviamente dediti alla stregoneria, oltre che alla caccia delle teste.

Se questo è un elemento di interesse del film, un altro è dato dai paesaggi nordici: distese, mare, foreste, col tutto che sa molto di freddo, per quanto non si arrivi al ghiaccio.

E devo dire che ne Il tredicesimo guerriero non vi è molto altro, se non un’appena accennata relazione sentimentale, anch’essa piuttosto ovvia, e valori come amicizia, onore, coraggio, etc, tutti ben attesi dallo spettatore fin dall’avvio della pellicola.

Insomma, Il tredicesimo guerriero è un film ben realizzato, e nemmeno sgradevole, ma che non porta niente se non un vago intrattenimento... e alla fine non è un caso che io non abbia visto tutti quei famosi blockbuster diretti dal regista.

Fosco Del Nero



Titolo: Il tredicesimo guerriero (Thirteenth warrior).
Genere: azione, avventura, drammatico.
Regista: John McTiernan.
Attori: Antonio Banderas, Omar Sharif, Diane Venora, Vladimir Kulich, Bennis Storhoi, Sven Wolter, Maria Bonnevie.
Anno: 1999.
Voto: 5.5.
Dove lo trovi: qui

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