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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

martedì 12 settembre 2017

Zootropolis - Byron Howard, Rich Moore (film animazione)

Zootropolis mi era stato segnalato come film bello e dai contenuti interessanti, e quindi me lo sono guardato, tanto più che si tratta di un film d’animazione, per i quali ho un debole.

Partiamo dal titolo originale: Zootopia, gioco di parole tra “zoo” (che in inglese si legge con la "u") e “utopia”.
In inglese la pronuncia rendeva, mentre in italiano no, per cui si è optato per Zootropolis, titolo al quale però manca la componente utopica della città in questione: in essa, infatti, dopo tanto tempo e molta evoluzione,  predatori e prede vivono pacificamente insieme, dimenticati i vecchi istinti dei primi di uccidere e i dei secondi di scappare.

Secondo alcuni, però, il dna dei predatori è sempre in agguato e non ci si può fidare, e la sparizione di alcuni animali pare confermare questa ipotesi.

Su tale fatto indagherà la coniglietta Judy, appena nominata poliziotto… ma spedita a fare multe per le strade della città, ruolo che la gratifica assai poco e che le impedisce di realizzare il suo sogno di rendere il mondo un posto migliore.

Ad ostacolare il suo sogno ci si mette anche Nick, una volpe assai disincantata e astuta, con la quale Judy intesserà un rapporto di botta e risposta a dir poco gustoso per lo spettatore.

Veniamo ora al commento del film: Zootropolis ha una trama originale e godibilissima, con un’ambientazione visiva fantastica e originale anch’essa: la città non solo ospita animali di ogni tipo, e cambia anche di dimensioni a seconda dei vari quartieri e di chi ci vive, dagli elefanti ai topi, ma è suddivisa in quattro zone, secondo il clima: la zona invernale, la zona primaverile, la zona estiva e la zona autunnale.

I due personaggi principali sono ottimamente caratterizzati, sia nell’aspetto visivo che nell’aspetto caratteriale, e inoltre godono di un doppiaggio italiano veramente eccellente e azzeccato.
Gli altri personaggi di contorno son ottimi anch’essi: il prodotto è di livello e curato in ogni aspetto.

In esso c’è un po’ di tutto: aspetto metaforico e didattico, colori e vivacità, azione, dialoghi ficcanti… per non parlare di alcune scene memorabili: quella con i bradipi della motorizzazione, per esempio, o quella dello yak-receptionist dall’accento toscano nel club naturalista.

Il film peraltro non è affatto “vuoto”, mero prodotto di intrattenimento, ma propone svariati contenuti.
Vi è una morale di fondo positiva: l’accettazione della diversità… e anche la determinazione nel proseguire nella strada della propria vocazione (come la coniglietta che a dispetto del fatto d’esser piccola e debole vuole fare la poliziotta).
Zootropolis, infatti, si dice che ogni cosa è possibile e che ognuno ha diritto di essere com’è.

E vi è anche una morale di fondo negativa: l’uso della paura per manipolare le masse, secondo il più classico divide et impera… elemento che dovrebbe insegnare a tutti gli esseri umani d’oggi, giacché ne sono vittime in modo fortissimo.

Chiudo la recensione con due altri spunti.
Il primo è una citazione del film stesso, che esemplifica quanto detto:
“Provate a rendere il mondo un posto migliore.
Guardatevi dentro per capire che il cambiamento parte da voi.
Parte da me, parte da tutti noi.”

Il secondo è una precisazione all’idea per cui occorre accettare ogni cosa, e per cui la diversità è un valore.
Aggiungo infatti che tale principio vale sul piano orizzontale della diversità umana e naturale, ma non vale affatto su piano verticale dello sviluppo evolutivo di coscienza: in esso c’è una gerarchia, e ogni cosa o persona si muove su un certo piano (Krishnamurti si muoveva su un piano, i serial killer si muovono su un altro piano, per fare un esempio facile): occorre dunque accogliere la diversità degli altri, ma non ogni comportamento e non ogni livello di coscienza... principio che dovrebbe essere tenuto ben presente quando si parla di immigrazione e di commistione tra i popoli (il libero movimento in Europa di popoli diversissimi per cultura e consapevolezza media, così come l'accoglimento di qualunque immigrato, sono pura follia... o meglio, lo sarebbero se non fossero, come sono, comportamenti studiati a tavolino per ottenere certi effetti sociali).

Ma torniamo al film, con una battuta finale: Zootropolis è un gran film, validissimo come intrattenimento, e validissimo come contenuti, e non a caso ha ottenuto ottime critiche e incassi in tutto il mondo.

E un'ultima citazione, anch'essa dal sapore vagamente esistenziale:
“Puoi essere solo ciò che sei.”

Fosco Del Nero



Titolo: Zootropolis (Zootopia).
Genere: animazione, commedia, comico.
Regista: Byron Howard, Rich Moore.
Anno: 2016.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.