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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare.

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te.

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno.

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Se vuoi che il mondo cambi, inizia a darti da fare tu stesso.

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

Corso di esistenza

martedì 10 ottobre 2023

In guerra per amore - Pierfrancesco Diliberto

In guerra per amore è il secondo film di Pierfrancesco Diliberto che vedo, dopo E noi come stronzi rimanemmo a guardare, e l’ho visto per l’appunto dopo aver gradito il primo film, interessante sia come prodotto d'intrattenimento che come contenuti.

Al di là dell’aspetto cinematografico, E noi come stronzi rimanemmo a guardare aveva tutti i crismi di film di denuncia sociale, con tanto di elementi distopici legati all’eccessiva espansione della tecnologia e della limitazione delle possibilità e delle libertà personali… nonostante le apparenze teoriche.

Dal canto suo, In guerra per amore, pur essendo completamente differente come ambientazione e come genere, propone un canovaccio simile, nel senso che anche qui vi è un elemento di denuncia, e anche in questo caso è una denuncia “facile”, ossia di facile presa sulla massa: gli statunitensi, nel momento di lasciare la Sicilia dopo esservi sbarcati durante la Seconda Guerra Mondiale, la lasciano in mano ai mafiosi, ai quali in precedenza si erano rivolti in ottica anti-fascista.

Ecco la trama sommaria di In guerra per amore: Arturo Giammarresi (lo stesso Pierfrancesco Diliberto,) è un palermitano emigrato negli USA e che lavora come cameriere in un ristorante di italiani. È innamorato di Flora (Miriam Leone), la quale lo ricambia ma è stata promessa dallo zio al figlio del boss mafioso Don Tano, con grande sgomento dei due ragazzi.
Lei allora suggerisce a lui di recarsi sino in Sicilia a chiedere la mano direttamente al padre… senonché in Sicilia c’è la guerra in corso. 

Arturo tiene così tanto alla sua innamorata che si arruola e va effettivamente in Sicilia, alla ricerca del padre di Flora nel paese di Crisafullo. Concentrato com’è sul suo dramma personale, non si rende conto del dramma collettivo in corso: l’esercito fascista è in rotta, gli americani hanno chiesto aiuto ai mafiosi e, dopo averlo ricevuto, li ricompensano con posti di potere.
Tra gli altri personaggi, da citare il tenente Philip Catelli (Andrea Di Stefano).

Ho gradito abbastanza In guerra per amore: il tono è da commedia, pur se racconta di eventi e situazioni assai difficili (bombardamenti, guerra, mafia, assassinii, etc). 
Oltre al tono gradevole, ha il merito di evidenziare una questione di cui la storia si è in buona parte dimenticata… e che ha lasciato in Sicilia, ma probabilmente in tutta Italia, una situazione problematica a livello di “stato nello stato”.

La parte che ho gradito di meno, esterna al film, è che non c’è bisogno di tornare sino al 1943 per vedere che vi sono dei poteri che stanno lavorando contro gli italiani e contro l’umanità in generale, e che sono poteri che hanno in mano le reti televisive e il cinema stesso. 
Sarebbe assai più utile, dunque, se Pierfrancesco Diliberto, anziché concentrarsi sul passato o sul futuro, facesse un film (questo assai meno “facile”) sulla perdita di sovranità del popolo italiano, sull’illusorietà dei suoi governi nazionali, sull’egemonia internazionale e sovranazionale di certi gruppi di potere, sull’assenza di libertà di parola, sulla censura di televisioni, radio e social, sulla discriminazione sociale e lavorativa legata a questioni di scelte salutistiche, sulla questione del signoraggio e del debito pubblico . Su questi temi, molto più contemporanei e importanti e decisivi per il popolo italiano, temo che Pif non farà mai un film.

Pazienza, ci accontentiamo di questi discreti prodotti “facili”, come In guerra per amore.

Fosco Del Nero



Titolo: In guerra per amore.
Genere: commedia, sentimentale.
Regista: Pierfrancesco Diliberto
Attori:  Pierfrancesco Diliberto, Andrea Di Stefano, Sergio Vespertino, Maurizio Bologna, Miriam Leone, Samuele Segreto, Stella Egitto, Antonello Puglisi, Vincent Riotta, Maurizio Marchetti. 
Anno: 2016. 
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.



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