Titolo: La fuga di Logan (Logan’s run away).
Genere: fantascienza, azione.
Regista: Michael Anderson.
Attori: Michael York, Jenny Agutter, Richard Jordan, Farrah Fawcett, Peter Ustinov, Roscoe Lee Browne, Gary Morgan, Michael Anderson Jr., Denny Arnold, Lara Lindsay.
Anno: 1976.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.


Questa è la seconda volta che guardo La fuga di Logan, film girato da Michael Anderson nell’ormai lontano 1976.

Il film è tratto dal romanzo di William F. Nolan e George Clayton Johnson, e descrive una società del futuro di genere tipicamente orwelliano: tutto è controllato a livello centrale da un megacomputer, i dissidenti sono uccisi, l’informazione strettamente proibita…

… e la gente eliminata a soli 30 anni, nel corso di una cerimonia chiamata carousel, dopo averla convinta peraltro che si tratta di una cosa normale e anzi auspicabile, utile a rigenerarsi e quindi a rinascere in un ciclo continuo e perpetuo.

Siamo nel 2274 quando a un guardiano, Logan 5, viene il dubbio che qualcosa non vada per il verso giusto, e che la cosiddetta resistenza abbia una qualche ragione.
Essa, difatti, sostiene che il cosiddetto carousel non solo non sia necessario, ma che sia in realtà una forma di omicidio mascherato, utile a mantenere la popolazione entro certi limiti numerici e al contempo a non far diventare le persone troppo vecchie e troppo consapevoli.

Finchè rimangono giovani e spensierate, difatti, le persone, private praticamente di oneri e lavori, vivono dedite al benessere e allo svago, limitandosi a presentarsi al carousel una volta terminato il proprio periodo di vita trentennale, cosa segnalata da una sorta di cristallo impiantato nel palmo della mano…

… il quale, però, come scoprirà Logan nel corso della sua fuga che dapprima è un’indagine e man mano diverrà rivolta, non funziona fuori dai confini della grande cupola che contiene la popolazione controllata.

Logan 5 e la sua compagna di fuga. Jessica 6. scopriranno così la verità sul mondo interno e sul mondo esterno, in un continuo crescendo di sorprese.

La fuga di Logan è un film ben congeniato: all’idea orwelliana di fondo, sufficientemente originale per distinguersi dal resto delle produzioni similari, si aggiunge un certo dinamismo nell’incedere della trama, nonché un’atmosfera generale sensuale ed accattivante.
Lo stile retrò potrà piacere o non piacere a seconda del gusto individuale, ma personalmente l’ho trovato gradevole.

Probabilmente non è un caso che il film ebbe un certo riscontro, sia di critica (vinse due Oscar, tra l’altro) che di pubblico, tanto da farne derivare anche una serie televisiva e un fumetto.

Efficace la fotografia, curiosamente curata da un nome associato agli ambienti complottistici.
Ma questa è un’altra storia: quel che ora ci importa sottolineare è che La fuga di Logan sia un film di fantascienza dinamico e godibile, divenuto nel tempo una sorta di piccolo film cult.

Fosco Del Nero

0 commenti: