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American beauty - Sam Mendes (film drammatico)

Titolo: American beauty (American beauty).
Genere: drammatico.
Regista: Sam Mendes.
Attori: Kevin Spacey, Thora Birch, Annette Bening, Mena Suvari, Chris Cooper, Wes Bentley, Sam Robards, Peter Gallagher.
Anno: 1999.
Voto: 8.


American beauty è un film che giustamente è salito agli onori della cronaca, tra oscar, premi vari e discussioni sulle tematiche sociali da esso rappresentate.

In sostanza, infatti, il film rappresenta una sorta di manifesto (critico) della società americana, tanto linda fuori quanto devastata al suo interno da problemi di varia natura, tanto da apparire ipocrita nel suo ottuso perbenismo.
Un qualche poeta avrebbe parlato di “sepolcri imbiancati”. :)

Ma partiamo dagli interpreti di questi intenso film: il protagonista principale, nonché voce narrante (poco utilizzata, comunque), è Lester Burnham (Kevin Spacey; I soliti sospetti, Seven, K-pax), un padre di famiglia sull’orlo di una crisi di nervi, oberato dalle responsabilità e poco considerato da moglie e figlia.
La moglie è Carolyne (Annette Bening; A proposito di Henry, Mars Attacks!), una donna votata all’immagine sociale e al successo professionale.
La figlia è Jane (Thora Birch; The hole), adolescente ribelle e forte.

Nel film rivestono un ruolo fondamentale nella trama anche Ricky Fitts (Wes Bentley), bizzarro compagno di scuola di Jane che stringerà un rapporto sia con Lester sia con Jane stessa, il colonnello Frank Fitts (Chris Cooper; Interstate 60, Seabiscuit - Un mito senza tempo), padre di Rick, un uomo apparentemente tutto d’un pezzo ma in realtà assai fragile, e Angela (Mena Suvari), che fungerà da deus ex machina della vita di Lester, risvegliandone l’ardore… non solo a livello attrattivo, giacché l’uomo si invaghirà dell’amica della figlia, ma anche e livello umano, visto che Lester modificherà in modo spettacolare il suo approccio alla vita.

Un doverosa citazione anche per Peter Gallagher, il mitico Sandy Cohen di Orange County, che in American beauty interpreta Buddy Kane, un personaggio secondario, benché anch’esso importante per l’evoluzione degli eventi.

Il film ha molto da dare e da dire, tanto che si fatica a cominciare da qualche parte.
Molto sinteticamente, allora, diciamo che la fotografia è ottima, le recitazioni convincenti, la trama sorprendente e che sono numerose le scene o le frasi che si fanno ricordare a lungo.

Tra le prime, la scena dei petali che cadono dal soffitto, della busta di plastica o il finale stesso.

Tra le seconde, le seguenti:
- Oggi è il primo giorno del resto della tua vita.
- Non c’è niente di peggio nella vita che essere una qualunque.
- Tutto quello che deve capitare capita prima o poi.
- È una gran cosa quando realizzi di avere ancora l’abilità di sorprenderti.
- A volte c’è così tanta bellezza nel mondo che non riesco ad accettarla.

Ma ogni commento sarebbe riduttivo: se non lo avete ancora visto, guardatelo e basta.

Fosco Del Nero

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5 commenti:

Altri libri ha detto...

ne ho sentito molto parlare ma mai visto.
ciao

Fosco Del Nero ha detto...

Ciao Altrilibri. :)
Devi assolutamente vederlo questo film.
Non appena ti capita... ;)

Fosco Del Nero

Altri libri ha detto...

non appena verrà trasmesso o mi capita di vederlo in vetrina lo vedo

mariagrazia ha detto...

American beauty è uno di quei film che lascia il segno (in questo caso anche più d'uno).
Si comincia con la facciata tipica delle famiglie americane (e non solo ) per avanzare sotto il marciume dell'intonaco fino ad evidenziarne l'agghiacciante verità in tutte le sue sottili sfumature. Sam Mendes ha fatto un ottimo lavoro supportato da attori che, in questo film in particolare, hanno dato più che il meglio.
Concordo nell'apprezzare a lungo certe scene e certe frasi che sono simboliche di una società malata di molte malattie e non ultima l'impossibilità di viversi fuori dagli schemi imposti dalla massa.
Le conseguenze possono essere letali, come nel film, oppure possono consistere, più comunemente, in uno stato di "zombismo" perenne che corrode semplicemente gli individui incastrati in questi schemi facendoli morire di "consunzione". Visione da consigliare soprattutto agli zombi di cui sopra: sperando che certe scene, quelle veramente intense del film intendo, accendano qualche lampadina nella loro grigia esistenza. Ottima recensione ed analisi del film Fosco. Maria Grazia.

Fosco Del Nero ha detto...

Ciao Maria Grazia!
E grazie sia del complimento per la recensione, sia del tuo commento, che condivido appieno.
L'arte, che sia filmica o letteraria o di altro tipo, dovrebbe servire anche a scuotere alcune coscienze "intorpidite".
O meglio: ognuno di noi può imparare da, per esempio, un libro, qualcosa di importante... ovviamente sta a noi farlo.

Fosco Del Nero