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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

mercoledì 7 gennaio 2015

Vita di Pi - Ang Lee (film surreale)

La recensione odierna è dedicata a un film di due anni fa che ha riscosso un certo successo di pubblico e di critica (numerosi premi vinti, Bafta, Oscar, Golden Globe), anche perché si trattata della trasposizione cinematografica di un romanzo best seller: parlo di Vita di Pi, diretto da Ang Lee (già recensito in Lust caution) e tratto dal romanzo omonimo di Yann Martel, scrittore canadese.

Si tratta peraltro di un libro, e a seguire di un film (per quanto con tratti e accenti un po’ differenti), con dei contenuti introspettivi di una certa valenza, e che anzi oscilla per tutto il tempo tra fede, religione, ragione, istinto dell’uomo… e che inoltre regala allo spettatore diverse possibilità interpretative.

Ma partiamo dalla trama di base del film: Pi, il cui nome per intero è Piscine Molitor Patel, è un adolescente indiano che vive col padre, la madre e il fratello maggiore. Occupazione della famiglia: uno zoo, i cui animali peraltro appartengono alla famiglia stessa e tra i quali risalta la tigre del Bengala Richard Parker… che ha un nome da uomo per un errore di documenti.

Un giorno il padre decide di trasferire la famiglia in Canada, e per questo tutti, animali compresi, s’imbarcano in una nave mercantile giapponese… che però durante una tempesta nell’Oceano Pacifico affonda.
Pi è l’unico che riesce a scampare al naufragio grazie ad una scialuppa… o meglio, è l’unico essere umano, visto che nella suddetta scialuppa ci finiscono anche una zebra, un orango tango, una iena, e la tigre Richard Parker.

Zebra, orango tango e iena li salutiamo subito, e rimangono Pi e Richard Parker, alle prese col difficile compito di sopravvivere a un naufragio che durerà molti mesi

La storia intera è raccontata dal Pi adulto a uno scrittore (che poi sarebbe lo stesso autore del romanzo, Yann Martel), e dunque è un continuo flashback, con brevi richiami al presente narrativo, e colpisce sia per la sua poca verosimiglianza, sia per la bellezza di cui lo spettatore è letteralmente sommerso, tra pesci fosforescenti, paesaggi fluorescenti, tempeste, fulmini, animali di ogni tipo (nel film, oltre ai già citati zebra, orango tango, iena e tigre, si vedono anche delfini, squali, balene, capre, pesci di ogni tipo, lemuri, etc).

Tanta bellezza visiva, nonché tanto coinvolgimento narrativo, che probabilmente si è persa almeno in parte la tensione del libro al vissuto interiore del protagonista, un ragazzo particolarmente attratto dalla fede e dalle religioni (ne praticava tre in contemporanea: induismo, cristianesimo, islam) che si trova a vivere un’esperienza molto difficile, sia per le condizioni oggettive in cui si trova, sia per le scelte che compie a riguardo.

Il film, nei suoi contenuti interiori, parla non di naufragi e tigri, ma di fede e ragione, di serenità e violenza (compresi vegetarianesimo e carnivorismo), di lotta e di accettazione.

Alla fine del film, quando il Pi adulto racconta allo scrittore la versione “alternativa” della storia, si evince che la storia precedente, quella con tigri sulla scialuppa, isole sconosciute di lemuri e pesci fosforescenti, era una grande analogia…

… anche se la sensazione è che questo secondo aspetto sia stato trascurato, raccontato peraltro in un finale frettoloso. In cui, comunque, veniamo a sapere che la figlia di Pi adulto ha un grande gatto arancione… segno che la tigre-Richard Parker non è del tutto scomparsa dalla vita di Pi, a dispetto del suo addio silenzioso sulla costa del Messico.

Vita di Pi è un film di grande bellezza visiva, e con delle cose importanti da raccontare, anche se, come detto, dato il notevole risultato estetico raggiunto, rischia seriamente di distrarre lo spettatore con i suoi colori, mettendo in secondo piano, se non addirittura in terzo, i contenuti, che erano in realtà il motore centrale del libro originario.

In chiusura, vi lascio con due citazioni tratte dal film. 

“Dio, io mi affido a te, sono il tuo servo. Qualunque cosa avverrà, voglio conoscerla: mostramela.” 

“Ho lasciato tanto alle mie spalle: la mia famiglia, lo zoo, l’India, Anandi. Io penso che tutta la vita alla fine non sia altro che un atto di separazione. Ma la cosa che crea più dolore è non prendersi un momento per un giusto addio.”

Fosco Del Nero



Titolo: Vita di Pi (Life of Pi).
Genere: drammatico, surreale, psicologico.
Regista Ang Lee.
Attori: Suraj Sharma, Irrfan Khan, Tabu, Rafe Spall, Adil Hussain, Ayush Tandon, Gérard Depardieu.
Anno: 2012.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.