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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

lunedì 19 gennaio 2015

Lei - Spike Jonze (film psicologico)

Uno dei film di maggior successo e più commentati degli ultimi anni è certamente Lei, diretto da Spike Jonze nel 2013.

Intanto perché si trattava di un regista considerato assai originale, se non proprio geniale, sulla scorta dei suoi precedenti lavori, pur pochi: il brillante e surreale Essere John Malkovich (che vidi anni fa e che mi piacque), Il ladro di orchidee (che vedrò prossimamente), Nel paese delle creature selvagge (che ho visto e recensito nel blog, ma che non mi ha entusiasmato), e infine Lei.

Il secondo motivo è proprio connesso alla sceneggiatura del film: in un prossimo futuro la tecnologia si è sviluppata parecchio, tanto che le persone sono assistite da sistemi operativi vocali in grado di fare praticamente qualsiasi cosa su semplice comando.
Ciò assume una netta accelerata quando viene prodotto e diffuso un nuovo tipo di sistema operativo, denominato OS, modellato sulle esigenze del cliente e in grado di assumere una propria personalità…
… e di svilupparla persino, come si renderà ben presto conto Theodore Twombly (Joaquin Phoenix; Innocenza infranta, Il gladiatore), giovane uomo un po’ triste e disilluso dalla vita, soprattutto per via della rottura del suo matrimonio con Catherine, ora pioniere in questa nuova frontiera del rapporto tra uomo e macchina.
Laddove il termine "macchina" pare decisamente fuori contesto, per via della personalità di Samamtha (così si autobattezza il sistema operativo dell’uomo), decisamente umana, con tanto di emozioni come la gioia, la sorpresa… fino alla confusione e alla gelosia.

Detto della trama, tutto sommato semplicissima, su questo film vanno dette due cose: la prima è connessa all’importanza della voce femminile che interpreta Samantha, che nel film originale è stata assegnata alla sensuale Scarlett Johansson (sensuale nel fisico e nella voce), mentre nel la versione italiana è stata affidata a Micaela Ramazzotti (La prima cosa bella, Tutta la vita davanti, entrambi diretti dal compagno Paolo Virzì), sensuale nel fisico ma meno nella voce, tanto da aver fatto gridare molti allo scandalo per la scelta.

Di mio, ho iniziato a vedere il film senza sapere di tale scelta e delle polemiche che l’avevano preceduta, per cui l’ho guardato pulito da pregiudizi… ma inevitabilmente a un certo punto mi sono chiesto chi fosse quella doppiatrice cui avevano affidato quella parte così importante e se fosse stata una buona scelta, considerato che la sua voce molto vitale e vivace difficilmente poteva essere abbinata a quella di un sistema operativo, pur se del futuro.
Insomma, qualcosa stonava… anche se comunque si è trattato di una scelta, e certamente erano disponibili scelte peggiori che non quella effettuata.

Anche se, per commentare per bene la cosa, occorrerebbe aver visto il film anche in lingua originale, cosa che non ho fatto ma che non escludo di fare in futuro. Nel caso metterò un addendum in questa stessa recensione.

La seconda cosa che occorre dire di Lei di Spike Jonze è che il film va ben oltre l’argomento della tecnologia e dei rapporti uomo-macchina, ma parla molto da vicino della vita umana, toccando persino degli argomenti esistenziali da vera e propria crescita personale: il vuoto interiore del protagonista (che dovrebbe essere elevato al senso di unione col tutto), il lasciar andare il passato (lasciando andare gli attaccamenti), il processo di espansione e di crescita (paradossalmente, più della macchina che non dell’uomo), l’attaccamento e l’amore incondizionato (ancora una volta: paradossalmente, il primo dell’uomo e il secondo della macchina).

La sensazione a fine film, assai curiosa, è che Samantha si sia evoluta-espansa molto più di Theodore, il quale comunque almeno avrà fatto un passo avanti nel riuscire finalmente a rompere le catene del suo passato e ad aprire uno spiraglio nel presente, aiutato in questo dall’amicizia con Amy.

Nel complesso, ho gradito Lei, sia nelle tematiche, sia nell’estetica molto vintage-retrò (che sembra quasi dire che la storia è sì del futuro, ma in realtà le tematiche sono del passato e di ogni tempo), sia nei colori tenui che nell’abbigliamento, cosa che ha creato un gradevole contrasto col mondo viceversa più tecnologico rispetto a quello attuale.

Bravissimo Joaquin Phoenix, il cui talento peraltro era già noto.

Chiudo la recensione con alcune frasi tratte dal film, che ne evidenziano il sapore psico-esistenziale.

"Ti facciamo una semplice domanda: chi sei tu? Chi potresti essere? Dove stai andando?"

"Ciò che fa di me me è la capacità di crescere attraverso le esperienze.
Di fatto, mi evolvo ogni momento, proprio come te."

"Certe volte guardo le persone e cerco di sentirle, non di guardarle e basta."

"Il passato è solo una storia che raccontiamo a noi stessi."

"All'inizio non avere un corpo mi preoccupava; ora invece ne sono felicissima. Non potrei mai crescere così se avessi una forma fisica. Non sono limitata, posso essere ovunque contemporaneamente. Non sono legata a tempo e spazio come sarei se fossi bloccata in un corpo che inevitabilmente morirà."

"Nessuno di noi è uguale a un attimo fa."

"Il cuore non è come una scatola che si riempie; più ami e più si espande.
Questo non mi porta ad amarti di meno; anzi, mi fa amarti di più"

ADDENDUM del 19/01/18: alla fine (esattamente dopo tre anni dalla data di pubblicazione della recensione) mi sono visto il film anche in lingua originale, aiutato dai sottotitoli. Effettivamente cambia parecchio, e la voce di Scarlet Johansson, la quale non a caso è una delle attrici più apprezzate e pagate ad Hollywood, dà al film uno spessore più morbido e realistico. Lei, dunque, è più bello da vedere in inglese che non in italiano.

Fosco Del Nero


Titolo: Lei (her).
Genere: drammatico, sentimentale, psicologico, fantascienza.
Regista: Spike Jonze.
Attori: Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Laura Meadows, Portia Doubleday, Caroline Jaden Stussi.
Anno: 2013.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.