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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

giovedì 21 febbraio 2013

Cloud atlas - Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski (film fantastico)

Cloud atlas è un film piuttosto insolito, lo dico da subito per coloro che da una megaproduzione colossal si attendono film di cassetta piuttosto commerciali, o anche per coloro che dai registi di Matrix (e sceneggiatori di un altro cult futuristico-orwelliano, V per Vendetta), i fratelli Wachowski, si attendono un film d’azione fantascientifica.

Tecnicamente, a dire il vero, in Cloud atlas c’è un filone di fantascienza, e riguarda due delle sei storie narrate nel film, che peraltro è piuttosto corposo con i suoi 160 minuti.
Due storie, infatti, si svolgono nel futuro: una nella Seul del 2144, in cui vige una società di tipo orwelliano, e una nel 2321 in una Terra riportata all’età della pietra da un non meglio precisato evento apocalittico.
A tali due filoni-periodi storici si aggiungono la metà dell’800, in cui il tema di fondo è quello della schiavitù nera, gli anni “30 del '900, tra amori omosessuali e composizioni musicali, gli anni “70 a San Francisco, tra corruzione e attentati, e infine i giorni nostra: l’unica delle sei vicende con uno sfondo comico vede un anziano editore rinchiuso per sbaglio in una casa di riposo da cui vuole uscire.

Cloud atlas è tratto dall’omonimo libro di David Mitchell, e rappresenta il film tedesco più costoso di tutti i tempi… e forse anche il film indipendente più costoso di sempre. Anche se all’originale matrice tedesca poi si sono affiancati USA, Singapore e Hong Kong. 

Gli stessi fratelli Wachowski si sono aggiunti in corsa al progetto iniziale di Tom Tykwer con una suddivisione molto semplice: i primi si sono occupati delle due storie futuristiche e di quella di metà Ottocento (ossia quelle con un grado di estetismo e di tensione narrativa più forti, soprattutto le prime due), mentre il secondo delle rimanenti tre.

L’aspetto più particolare di Cloud atlas è il fatto che, pur in presenza di sei filoni diversi, fatto già anomalo per un film per quanto certo non nuovo, essi non sono stati seguiti in modo classico, ossia assegnando tot minuti al primo, poi al secondo, e così via fino al sesto per poi riprendere il giro, ma la telecamera si è soffermata sull’uno o sull’altro più per motivi contenutistici che non di minutaggio.
E questo ha significato letteralmente saltare dall’uno all’altro, magari anche per pochi secondi, magari per inquadrare il medesimo luogo ma a distanza di tempo, o per evidenziare nel futuro le conseguenze di eventi passati.

Anche se, a dirla tutta, Cloud atlas, in questo suo particolare incedere, fa perdere la nozione del tempo, punto che probabilmente era il principale sfondo dell’opera: tutto si svolge in simultanea e tutto è legato con tutto...

… persino i vari personaggi simili nell’aspetto e nei caratteri che si ritrovano nelle varie epoche, e che sembrano voler suggerire la reincarnazione nonché il percorso evolutivo (alcuni sono personaggi "bassi" in ogni epoca, alcuni "elevati" in ogni epoca, mentre altri ancora partono da energie basse nel passato e divengono migliori in epoche successive grazie a scelte responsabilizzanti e compassionevoli).
A questo proposito, doveroso un accenno al pesantissimo ed efficacissimo trucco cui sono stati sottoposti i vari Tom Hanks (La retata, Il codice Da Vinci, Angeli e demoni) o Hugh Grant (Criminali da strapazzo), a volte irriconoscibili o quasi.
Nel cast anche la bella Halle Berry (che appare nel blog per la prima volta proprio con questo film), il simpatico Jim Broadbent (Harry Potter e il principe mezzosangue) e il cattivissimo Hugo Weaving (il mister Smith di Matrix).

Un po’ gli eccessivi trucchi, un po’ il senso del comico che si affaccia di quando in quando, a tratti fanno però perdere alla storia tensione ed epicità, largamente donata invece dai due scenari futuristici.

Insomma, Cloud atlas da un lato sembra volersi proporre come colossal (cast, realizzazione encomiabile dei due scenari futuristici, storia enorme, messaggi di fondo molto belli, anche se a volte si perdono tra i frequenti e rapidi cambi di scena, di spazio e di tempo), ma da un altro lato sembra moderarsi da sé (momenti comico-grotteschi, attori che recitano finanche cinque ruoli con trucchi pesantissimi), in un mix piuttosto strano.
E che forse sarebbe stato meglio evitare, lasciando spazio alla sola componente colossal-epica, anche in ragione di una oggettiva non semplicità di visione e di ricollegamento tra i vari filoni, personaggi ed eventi.

Forse in questa difficoltà di visione, specie per lo spettatore facilmente distraibile, sta lo scarso successo ottenuto negli Usa, per utilizzare un eufemismo. In effetti, Cloud atlas è tutto fuorché un film da botteghino americano. 
Neanche da botteghino italiano, forse, ma questo lo diranno i numeri dei nostri cinema.

Di mio, chiudo la recensione con alcune frasi interessanti e dal senso vagamente esistenziale estrapolate dal film (a proposito di temi esistenziali, è citato Castaneda, così come il karma e le vite passate), le quali però più che esposte in modo ben visibile sono quasi sempre buttate nel mucchio, per così dire.

"La nostra vita non è nostra.
Da grembo a tomba siamo legati ad altri, passati e presenti.
E da ogni crimine ed ogni gentilezza generiamo il nostro futuro."

"C'è un ordine naturale in questo mondo."

"Queste forze, che possono modellare e alterare chi pensiamo di essere, cominciano molto prima che nasciamo, e continuano dopo che spiriamo. Le nostre vite e le nostre scelte, come traiettorie di quanti, sono comprese momento per momento. Ad ogni punto di intersezione, ogni incontro suggerisce una nuova potenziale direzione." 

"Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzione.
Tutti i confini sono convenzioni, in attesa di essere superati.
Si può superare qualunque convenzione solo se prima si può concepire di poterlo fare."

"La separazione è un'illusione.
La mia vita si estende ben oltre i limiti di me stesso."

"Perché continuiamo a ripetere gli stessi errori ogni volta?"

"Dobbiamo tutti combattere, e se necessario morire, per insegnare alle persone la verità."

"Conoscere se stessi è possibile solo attraverso gli occhi degli altri."

"La natura della nostra vita immortale è nelle conseguenze delle nostre parole e azioni, che continuano a spandersi nell'arco di tutto il tempo."

"Io credo che la morte sia solo una porta.
Quando questa si chiude, un'altra si apre."

Fosco Del Nero



Titolo: Cloud atlas (Cloud atlas).
Genere: fantastico, drammatico.
Regista: Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski.
Attori: Tom Hanks, Halle Berry, Jim Sturgess, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Bae Doo-na, Zhou Xun, Ben Whishaw, James D'Arcy, Keith David, Susan Sarandon, Hugh Grant.
Anno: 2012.
Voto: 7.5.
Dove lo trovi: qui.