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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

mercoledì 20 aprile 2016

Avatar - La leggenda di Aang - Michael Dante DiMartino, Bryan Konietzko (serie tv)

È da un po’ di tempo, ormai, che mi guardo la serie Avatar - La leggenda di Aang, di cui ero venuto a conoscenza guardando il film The last airbender - L’ultimo dominatore dell’aria, tratto per l’appunto dalla suddetta serie animata.

Il film non era granché, ma avevo letto che la serie viceversa contava numerosi fan, tanto che non solo aveva completato tre stagioni intere, con 61 episodi in totale, ma che aveva dato luogo al seguito Avatar - La leggenda di Korra, nonché a fumetti e altro ancora.

Pian piano mi sono dunque visto i suddetti 61 episodi, e devo dire che il tutto mi è piaciuto parecchio, e che anzi considero La leggenda di Aang il modo ideale per comunicare bellezza e principi di vita ai bambini e ai giovanissimi, giacché la serie ha un ampio target di pubblico, a cominciare dai piccoli per finire coi più grandi. 

Parto subito con la trama sommaria: il mondo, un mondo immaginario ma comunque con richiami molto forti alle culture e alle geografie di vari posti della Terra, asiatici soprattutto, è suddiviso in quattro nazioni, secondo l’elemento dominante: terra (Regno della terra), fuoco (Nazione del fuoco), acqua (Tribù dell'acqua) e aria (Nomadi dell'aria).
A garantire l’equilibrio generale, c’è l’Avatar, capace di dominare tutti gli elementi.
Un giorno, tuttavia, l’Avatar sparisce, dando campo libero alle mire di egemonia della Nazione del Fuoco.
La guerra, che dura ormai da 100 anni circa e che vede gli altri tre regni quasi del tutto sottomessi, si vivacizza quando l’Avatar riappare, sotto forma di giovane monaco, Aang, trovato da Sokka e Katara, fratello e sorella della Tribù dell’Acqua (il primo guerriero e la seconda dominatrice dell’acqua).
I tre a quel punto gireranno il mondo, con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio delle forze, in compagnia di vari altri personaggi, gli animali Happa e Momo in primis, e poi svariati altri esseri umani, come la giovane Toph, dominatrice della terra, e Suki, abile guerriera.

Tra i nemici, i vari dominatori del fuoco: il Signore del Fuoco Ozai, il figlio Zuko, ossessionato dall’idea di catturare l’Avatar per recuperare il suo onore, la figlia Azula, cinica e spietata.
Menzione speciale per Iroh, ex generale della Nazione del Fuoco, grande appassionato di tè, e spirito particolarmente saggio ed evoluto, che costituisce una sorta di risvegliato in panni animati. 

L’equilibrio è il tema esistenziale centrale di Avatar - La leggenda di Aang, e il tutto devo dire che è davvero molto bello, sia per gli occhi (la serie non è degli ultimissimi anni, essendo stata girata tra il 2005 e il 2010, ma comunque è sufficientemente recente per scorre via con scioltezza) che per lo spirito.
E, ribadisco, sono questi i prodotti educativi e ispiranti che dovrebbero girare per le tv. 

Paradossalmente, peraltro, la prima stagione è forse quella meno valida, e senza dubbio anche quella più povera dal punto di vista degli insegnamenti, se così si può dire, mentre dalla seconda in poi si assiste ad una vera escalation in questo senso, tra chakra, principi esistenziali simil-tao, etc.

Nella parte finale, poi, il tutto assume un contorno quasi commovente, un po’ per la missione di vita di Aang, un po’ per il percorso esistenziale di Zuko, forse il personaggio più umano tra tutti, nelle sue difficili peripezie di vita.

Lo stile visivo della serie animata è ispirato nettamente all’Oriente, pur tra varie differenziazioni, e persino legato a determinati periodi storici, cinesi soprattutto, su cui comunque non è il caso di dilungarsi, e inoltre propone differenti stili di arti marziali, anch’essi abbinati ciascuno ai vari elementi.
Culturalmente, si divide tra taoismo, induismo, buddhismo e principi dello yoga, col tutto che è molto variegato, e che non si presta a nessuna rigida classificazione.
Anche lo stile dell’animazione è un meticcio, misto tra animazione orientale-anime e animazione occidentale. Alla fine, si dica che è una serie animata di genere fantasy-avventuroso, e ciò basti.

Ma, soprattutto, basti sapere che è un gran bel prodotto, davvero meritevole di visione, e che non mancherà né di ispirare, né di far affezionare gli spettatori ai suoi personaggi e al suo mondo.
Anzi, di mio considero Avatar - La leggenda di Aang un segno dei cambiamenti dei tempi e del risveglio delle coscienze, laddove anche solo una ventina di anni fa un tale prodotto per i più giovani sarebbe stato letteralmente impensabile.

Fosco Del Nero



Titolo: Avatar - La leggenda di Aang (Avatar: The Last Airbender).
Genere: serie tv, animazione, fantastico, fantasy, avventura, esistenziale.
Autori: Michael Dante DiMartino, Bryan Konietzko.
Anno: 2005-2010.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.