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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

martedì 14 giugno 2016

Avatar - La leggenda di Korra - Michael Dante DiMartino, Bryan Konietzko (serie tv)

Qualche tempo fa ho pubblicato la recensione della serie tv animata La laggenda di Aang, che avevo conosciuto dopo aver visto il film The last airbender - L’ultimo dominatore dell’aria, che per l’appunto era tratto da tale serie animata. 
Ora, il film proponeva molta bellezza visiva, nelle ambientazioni e nel dinamismo, ma globalmente parlando era mediocre… mentre la serie originale proponeva in pratica solo bellezza: trama, personaggi, umorismo, tutto concorreva a renderla un piccolo capolavoro, non a caso di ottimo successo nel mondo.

Tanto per l’appunto da dar seguito a un film tratto da essa, nonché ad una serie tv che ha seguito La laggenda di Aang, intitolata La leggenda di Korra, degli stessi autori della prima, ossia il duo Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko.

Prima di esprimere la mia valutazione globale, tiro le fila del discorso: La leggenda di Korra è ambientata circa 50 anni dopo La leggenda di Aang, con conseguente invecchiamento o morte di certi personaggi.
Aang è morto, per esempio, “rimpiazzato” dalla nuova incarnazione dell’avatar, tale Korra, ragazza ribelle e maschiaccia. Katara e Sokka sono invecchiati, e quasi non si vedono per tutta la serie (che dura quattro stagioni per un totale di 52 episodi), mentre fanno una comparsata Toph e Zuko, vecchi ma ancora arzilli. Anche lo zio di quest’ultimo, Iroh, fa una capatina ogni tanto, sotto forma di spirito nel mondo degli spiriti.

I nuovi protagonisti girano naturalmente intorno al nuovo avatar Korra: il maestro dell’aria Tenzin e la sua famiglia (la moglie Pema, e i vivacissimi figli Jinora, Ikki e Meelo), il bel Mako, giovane dominatore del fuoco di cui Korra si invaghisce praticamente a prima vista, il meno bello Bolin, fratello di Mako e dominatore della terra, Asami, ragazza dal grande fascino che farà girare la testa a Mako… e non solo a lui stando a certe interpretazioni.
Si aggiunga all’elenco anche Lin Beifong, una delle figlie avute da Toph da un uomo misterioso, dominatrice della terra e del metallo, nonché capo della polizia di Città della Repubblica.
Da citare inoltre anche il bizzarro scienziato Varrick e la sua infaticabile assistente Zhu-Li.

Città della Repubblica, a sua volta, è una città, con luoghi limitrofi, creata da Aang come simbolo dell’equilibrio tra i quattro elementi, da lui faticosamente restaurato dopo la lunga guerra tra l’Impero del Fuoco e il resto del globo… e ovviamente di nuovo in pericolo, tra i paritari di Amon, i dominatori dell’acqua del Nord di Unalaq e i membri del Loto Rosso di Zaheer.

E con Città della Repubblica vengono i primi nodi al pettine dell'opera: contando che sono passati appena 50 anni e che ci si trovava allora in una cultura praticamente contadina e priva di tecnologia – con l’eccezione delle armi dell’Impero del Fuoco – il salto è stato troppo netto: ora abbiamo grattacieli, televisioni, cinema, radio, campionati sportivi, automobili, treni, aerei, elettricità, etc etc. 
Troppo.
Gradevole, per carità, nella sua impronta molto steampunk, ma privo di logica rispetto alla serie precedente. Ma vabbé, potrebbe essere un difetto di poco conto… che però aumenta nel corso della serie visto che nel giro di pochi anni, o a volte persino di mesi, spuntano fuori nuove invenzioni clamorose.

Questa stessa forzatura della sceneggiatura si ha per altre cose, e molto spesso, a partire dalle scelte dei personaggi, spesso contorte o semplicemente prive di senso, o improvvise e non giustificate rispetto a quanto proposto fino a quel momento, cosa che rende molti passaggi poco verosimili, o certi comportamenti proprio immaturi.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta molto e che ha subito un netto peggioramento rispetto a La leggenda di Aang è l’equilibrio generale tra maschile e femminile: nella prima serie l’avatar era un maschio, sì, ma assai giovane, e con un’energia femminile assai sviluppata, e circondato da un simile equilibrio di maschile e femminile: Sokka e Katara, per citare i suoi compagni di viaggio, cui si uniscono poi Zuko e Toph, per citare il gruppo più esteso.
Anche tra i suoi nemici, l’energia è equamente distribuita.

Viceversa, La leggenda di Korra è una serie tutta al femminile, in cui non solo l’avatar è donna (e questa è stata una grande idea, secondo me), ma in cui i caratteri forti e “importanti” sono tutte donne (Korra, Lin Beifong, Suyin Beifong, Asami, Jinora).
Gli uomini, invece, o sono ufficialmente maestri ma privi di carisma e mordente (Tenzin), o sono dei gregari che si limitano a seguire ed eseguire (Mako, Bolin), o sono degli umoristi buffoni (Bumi, Meelo, Varrick) o sono, infine, i cattivi (Amon, Unalaq, Zaheer, lo spirito oscuro “maschile” Vaatu contrapposto allo spirito luminoso “femminile” Raava).

In tutto questo scenario palesemente squilibrato, e già fortemente caratterizzato da numerosi cliché, gli autori non hanno trovato di meglio che tratteggiare nel finale, in modo ammiccante seppur non troppo definito, una simpatia lesbica tra Korra e Asami, dal tutto fuori luogo in una serie per bambini e adolescenti, nonché del tutto ingiustificata (direi anzi campata per aria) rispetto a quando successo fino a quel momento… e infatti gli autori a posteriori hanno ammesso che era una cosa non prevista all’inizio e improvvisata a seguito di proposte e petizioni in tal senso sui forum americani… roba davvero da bambini, questa sì.

Altra cosa, che forse non interesserà il largo pubblico, ma me sì: mentre nella prima serie vi erano dei contenuti di tipo esistenziale piuttosto marcati, un po’ per Aang e la linea degli avatar, un po’ per il saggissimo Iroh, presi a piene mani dal Tao Te Ching e in generale dalla spiritualità orientale, la serie che ha seguito si è direzionata decisamente verso colori e spettacolarità… essendo in questo notevole, e tecnologicamente avvantaggiata di qualche anno rispetto al suo predecessore, ma essendo decisamente più poverella in quanto a contenuti “interiori”. 

Insomma, in tutto ciò La leggenda di Korra perde decisamente rispetto a La leggenda di Aang, pur rimanendo una serie animata di tutto rispetto, visivamente gradevolissima, umoristicamente piacevole, e assai dinamica e movimentata. 

Fosco Del Nero



Titolo: Avatar - La leggenda di Korra (The legend of Korra).
Genere: serie tv, fantastico, azione, commedia.
Autori: Michael Dante DiMartino, Bryan Konietzko.
Anno: 2012-2014.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.