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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare.

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te.

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno.

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Se vuoi che il mondo cambi, inizia a darti da fare tu stesso.

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

Corso di esistenza

mercoledì 4 maggio 2022

The good place - Michael Schur

Scrivo la recensione della serie tv The good place a distanza di un paio d’anni dalla visione… semplicemente perché al tempo o mi ero dimenticato di scriverla o non era stata salvata sul foglio word. Chiedo venia in anticipo se essa sarà generica e non particolarmente dettagliata, visto che nel mentre mi sarà di sicuro dimenticato alcune cose.

Peraltro, mi ricordo con certezza che mi ero segnato alcune frasi interessanti, come la seguente: 

“A volte, quando si è disperati, il segreto è aiutare il prossimo, senza pensare a sé stessi”.

Erano però svariate, frasi e situazioni, giacché la serie, pur essendo di fatto una commedia, e con forti venature comiche, possiede anche un rilevante risvolto esistenziale, a cominciare dal suo incipit.

Ecco dunque la trama di The good place: morta giovane in un bizzarro incidente, Eleanor Shellstrop (la sempre ottima Kristen BellVeronica Mars, Veronica Mars - Il filmAncora tu!) si ritrova in una realtà spirituale inattesa. Il posto è molto bello e confortevole, e l’elegante e affabile Michael (l'altrettanto ottimo Ted Danson... peraltro in gran forma per l'età) le rivela che quella è la “Parte Buona”, una sorta di paradiso che si è meritata solamente una piccolissima percentuale della popolazione. Il resto, va da sé, si trova nella “Parte Cattiva”, in mano a entità poco raccomandabili.

Il problema è che Eleanor non è stata quel modello umano che invece pare esser stato registrato negli “archivi celesti”… e non manca molto che in quell’angolo di paradiso comincino ad avvenire strane cose; forse per colpa sua e dello squilibrio che si è creato?
Nel frattempo, la giovane donna conoscerà Chidi Anagonye, Tahani Al-Jamil e Jason Mendoza, suoi compagni di viaggio, ma anche l’efficiente Janet, sorta di “programma tuttofare dalle fattezze umane ma di fatto quasi onnipotente”.

The good place si compone di quattro stagioni di 12-13 episodi ciascuna: come spesso accade con le serie televisive, lo spunto e la qualità iniziali dopo un poco decadono via via che il programma cerca di introdurre altri elementi utili a tener vivo l’interesse dello spettatore, ma il risultato finale, complice anche una lunghezza non eccessiva, è quantomeno discreto-buono, finanche con punte di ottimo, dovute a volte alla brillantezza concettuale e a volte agli spunti esistenziali.

La serie, di fatto, indaga la questione del bene e del male, dell’essere buoni o cattivi, nonché delle conseguenze che attendono l’animo umano che prende una certa direzione (tutto quanto, a scanso di equivoci, dal punto di vista dell'uomo comune e di temi mentali di cui è intrisa la serie... nessuno spazio invece per la vera consapevolezza, giacché in verità il prodotto proviene dalla direzione opposta).

I personaggi sono ben caratterizzati (alcuni memorabili, come l'architetto Michael, la creatura Janet, l'umana Tahani... quest'ultima doppiata in modo ispiratissimo in italiano), i dialoghi efficaci (per quanto a volte un poco forzati), la sceneggiatura buona: ciò fa certamente di The good place una serie di buon valore, che difatti ha ottenuto anche qualche candidatura a vari premi, ciò che, se non è una prova, è quantomeno un indizio di qualità.

Devo tuttavia segnalare anche una evidente tendenza al mondialiamo-globalismo (come, purtroppo, ho notato che capita quando di mezzo c'è Kristen Bell, che apprezzo molto come attrice ma meno come tendenze personali; per non parlare di quando c'è di mezzo Netflix: questa è praticamente una costante): molta della propaganda cara a tale "mondo" è pubblicizzata a voce alta (omosessualità e bisessualità dilaganti, cambiamento climatico, finto femminismo, volgarità diffusa, vaccini, disagi psicologici di vario tipo), e parimenti sono citati tantissimi nomi del mondo globalista-mondialista-finto democratico... nessuna delle due cose è un caso.

A proposito del finto femminismo che tali poteri cercano di diffondere (finto perché inducono le donne a scimmiottare gli uomini, e contemporaneamente gli uomini a essere più effemminati, col risultato di disequilibrare tutto quanto): Socrate, Platone e Aristotele sono all'inferno, mentre Ipazia è in Paradiso. Se li si guarda con occhio distaccato fanno anche ridere, per quanto sono ridicoli... se non fosse che stanno diseducando e squilibrando intere generazioni con la loro agenda antievolutiva. 

In chiusura, una cosa positiva: molto bella una scena, verso la fine dell’opera, ambientata in una sorta di luogo spirituale di mezzo, in cui alla protagonista vien detto che può sedersi in una panchina per tutto il tempo che vuole, per poi varcare la soglia di un portale per procedere oltre. È un po’ la situazione dell’essere umano, che indugia a lungo (per tutto il tempo che vuole) nella sua condizione umana… per poi procedere oltre a livello spirituale.

Fosco Del Nero



Titolo: The good place (The good place).
Genere: commedia, comico, fantastico.
Ideatore: Michael Schur
Attori: Kristen Bell, Ted Danson, William Jackson Harper, Jameela Jamil, D'Arcy Carden, Manny Jacinto, Maya Rudolph.
Anno: 2016-2020.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.



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