Titolo: A beautiful mind (A beautiful mind).
Genere: drammatico, psicologico, biografia.
Regista: Ron Howard.
Attori: Russell Crowe, Ed Harris, Jennifer Connelly, Christopher Plummer, Judd Hirsch, Josh Lucas, Adam Goldberg, Anthony Rapp, Austin Pendleton, Victor Steinbach.
Anno: 2001.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.
A mio avviso, A beautiful mind è uno dei film più belli degli ultimi 10 anni.
I meriti sono condivisi: buona parte di essi va al regista Ron Howard (Cocoon, Willow, Apollo 13, Il Grinch), ma anche i protagonisti Russel Crowe (l'ormai celebre, benchè pieno di incongruenza storiche, Il gladiatore) e Jennifer Connelly (Phenomena di Dario Argento, il magnifico Labyrinth, il fanta-gotico Dark City, il drammatico Requiem for a dream).
E che dire allora del personaggio cui il film è ispirato, il geniale e bizarro matematico-politologo John Forbes Nash (che studiai all'università, peraltro), una vita turbolenta e un premio Nobel nel 1944.
E allora veniamo alla trama di A beautiful mind: John Nash (Russel Crowe) è uno studente di matematica, alle prese con un college molto competitivo (Princeton) e una teoria ancora allo stato larvale, su cui tuttavia lui concentrerà tutti i suoi sforzi intellettuali.
John è un personaggio strano, e non tarderà ad attirarsi sguardi, simpatie e (soprattutto) antipatie: ha un solo amico, Charles, il suo compagno di stanza, mentre i suoi compagni principali sono algoritmi e formule matematiche, che poi lo porteranno all'elaborazione della teoria dei giochi, che manderà in soffitta le vecchie concezioni economiche di Adam Smith.
Più avanti negli anni, l'università gli donerà anche l'amore della sua vita, Alicia (Jennifer Connelly), che poi diverà sua moglie, e che lo aiuterà grandemente nei momenti difficili che verranno.
E ne verranno, giacchè John Nash ha un problema, e un problema non da poco...
La tensione emotiva di A beautiful mind è fortissima, e raramente a mio avviso una pellicola ha coinvolto così tanto: la storia, appassionante, si divide tra gli anni dello studio, quelli dell'insegnamento e quelli del dottorato, distribuendo in egual quantità gioie e dolori.
Pare assai riuscita la scelta cromatica, con un color ocra dominante veramente efficace.
Ma in generale è ottimo l'intero assetto narrativo, con la dicotomia realtà-immaginazione che gioca con lo spettatore fin alla fine.
Alla fine della fiera, rimangono nette alcune sensazioni: la grande forza emotiva della storia, la credibilità dei personaggi, alcuni dialoghi fulminanti.
Eccone qualche esempio:
- Non vai a lezione?
- No, le lezioni ottundono la mente, distruggono il potenziale della creatività vera.
- Ah, non lo sapevo...
- Ci sarà una spiegazione matematica per la bruttezza della tua cravatta.
- Mi girano con movimenti rotatori opposti.
- Il genio vede la risposta prima della domanda.
Fosco Del Nero
- Rimani aggiornato con le recensioni dei film: Iscriviti al Feed!






2 commenti:
ciao!! grazie tantissime della nomination^^ un salutonebacione^___^
ciao e grazie per avermi scelto.
un grande saluto e un gran bel film
Posta un commento