Slide # 1

Slide 1

Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

Slide # 2

Slide 2

L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

Slide # 3

Slide 3

Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

Slide # 4

Slide 4

Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

Slide # 5

Slide 5

Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

domenica 20 dicembre 2009

I figli della pioggia - Philippe Leclerc (film animazione)

Evidentemente questo è periodo propizio per i film di animazione, considerato che ne sto vedendo parecchi, e peraltro con buoni risultati, data la qualità riscontrata in alcuni (penso per esempio ad Azur e Asmar, recensito di recente).

Anche in questo caso siamo di fronte a una produzione di origine francese, col regista dell’opera che risponde al nome di Philippe Leclerc.
L'opera, viceversa, porta il nome de I figli della pioggia, ed è un’opera che vale veramente la pena di essere vista.

Peraltro, mi stupisco ogni volta del fatto che, animazione o meno che sia, i film piatti e commerciali sono conosciuti da tutti (me compreso, nella gran parte dei casi), mentre molti film di valore passano inosservati, probabilmente perché troppo profondi o ricercati per mietere successi al botteghino.

Azur e Asmar è uno di questi ultimi esempi, così come lo è I figli della pioggia, una storia dal sapore epico veramente bene eseguita.

Ecco la trama: i Pyross e gli Hydross sono due popoli in guerra, con la natura stessa che pare averli messi l’uno contro l’altro per via delle loro specificità: i primi adorano il sole e il fuoco, e muoiono a contatto con l’acqua (infatti vivono all’interno di un’enorme città-stato); i secondi invece adorano pioggia e acqua, mentre la luce del sole li pietrifica in statue.

Tutto scorre su questi binari, apparentemente immutabili, fino a quando Skan, giovane pyross, si innamora di Kallisto, bella e giovane hydross.
Sembra ripetersi la storia di Romeo e Giulietta, finché…

I figli della pioggia è una storia con diverse anime: si parla d’amore, si parla di razzismo, si parla di diversità e cooperazione (curioso come molti film d'animazione francesi, si vedano per esempio Kirikù e la strega Karabà o lo stesso Azur e Asmar, abbiano dentro di sé dei forti messaggi contro il razzismo; probabilmente per via della società francese, assai meticciata per contingenze storiche con Maghreb e isole centroamericane), e si parla in generale di dualità che si riuniscono, che siano dualità micro (il maschio e la femmina) o dualità macro (due razze, due mondi diversi e apparentemente opposti, giorno e notte, luce e buio, fuoco e acqua).

Per andare ancora più nello specifico, nel film si parla di un'energia originaria unitaria, peraltro simboleggiata da un drago, che poi si scinde in due, creando un mondo duale. 

Non a caso, il film è bello fuori ed è bello dentro, tanto apprezzabile a livello di animazione quanto a livello di trama e valore educativo.
E, ripeto, sorprende che prodotti di tale qualità passino sotto silenzio, mentre il successo di altri sia dettato non dal loro valore intrinseco, quanto dal tamtam mediatico.

Una curiosità: I figli della pioggia non tratta tematiche cospirazionistiche, ma la citazione di draghi, divinità primigene, serpenti, manipolazione mediatica, gruppo elitario di sacerdoti-politici definito come "casta degli “Illuminati”, la figura del "ladro di anime", lascia intendere che gli autori abbiano qualche interesse o conoscenza in tale direzione.

Altra curiosità: praticamente è citato anche Il profeta di Kahlil Gibran: dal "popolo di Orfalese" al "popolo di Orphales", con pronuncia quasi identica, il passo è molto breve, ulteriore indizio del fatto che chi ha creato l'opera aveva degli interessi di genere esistenziale.

Curiosità finali: viene mostrato un simbolo che ricorda molto quello del tao, con i due opposti che si contrappongono ma che al contempo si intersecano anche; la riunificazione finale ha luogo quando i due elementi opposti del gioco della dualità si riuniscono; la statua che simboleggia la riunione dei due opposti che si riuniscono rappresenta una figura umanoide ma serpentesca seduta nella posizione del loto... e che peraltro dopo la riunificazione si eleva in cielo, con tanto di ali di luce, con l'energia serpentesca kundaliniana finalmente risvegliata.
La suddetta statua serpente parla anche, e dice: "È il vostro amore impossibile che ha sconfitto il ladro di anime. È la ricongiunzione dei contrari che vi ha liberato".

Insomma, I figli della pioggia è un eccellente prodotto, una di quelle eccellenze valide sia come opera d'intrattenimento, sia come opera educativa, e per gli adulti e per i piccoli. Difficile immaginare un prodotto d'animazione più valido e bello.

Fosco Del Nero



Titolo: I figli della pioggia (Les enfants de la pluie).
Genere: animazione, sentimentale, fantastico.
Regista: Philippe Leclerc.
Anno: 2003.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.