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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

lunedì 10 febbraio 2014

Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera - Kim Ki-Duk (film psicologico)

Oggi recensisco un film coreano: Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera, diretto da Kim Ki-Duk e uscito nel 2004.
Il titolo del film già suggerisce che tipo di prodotto ci troveremo di fronte: qualcosa legato alla ciclicità e allo scorrere del tempo.

Il film peraltro è proprio diviso in cinque parti, rappresentanti ognuna una fase della vita umana, incarnata visivamente dall’esperienza di un monaco adulto, il maestro, e di un monaco bambino, il suo giovane discepolo.
I due vivono in uno scenario naturale tanto bello quanto inusuale: un piccolo eremo in legno di pochi metri quadri in mezzo a un lago, a sua volta sprofondato in una vallata di montagna.

Nella prima parte della storia (sto per riportare in sintesi quanto accade: se non vuoi saperlo interrompi la lettura) il maestro insegna al bambino i principi della vita, in primis il rispetto per ogni creatura vivente. In questa parte a far loro compagnia c’è un cane.

Nella seconda parte il bambino, fattosi ragazzo, si invaghisce di una ragazza andata da loro per guarire da una malattia, tanto che, quando lei se ne va perché guarita, se ne va anche lui. In questa fase nell’eremo c’è un gallo.

Nella terza parte, il ragazzo, fattosi uomo, torna dal suo vecchio maestro per sfuggire al tentativo di arresto per l’omicidio di sua moglie, innamoratasi di un altro. Il maestro gli dà come compito l’iscrizione del sutra del cuore nel pavimento dell’eremo galleggiante, e poi lo lascia alla giustizia ordinaria. Ora c’è un gatto. 

Nell’ultima stagione dell’anno, l’inverno, nell’eremo è rimasto solo il maestro, adesso anziano, che, capito di aver assolto il suo compito terreno, si toglie la vita. Fa la sua comparsa ora un serpente, che si insedia dentro la costruzione in legno.

Nella nuova primavera, l’allievo torna all’eremo, scontata la sua pena detentiva. Si accorge della morte del maestro e, risistemando il posto, trova un manuale di arti marziali, che inizia a praticare. Nell’eremo c’è ora una tartaruga… e anche un nuovo monaco bambino, col ciclo educativo che rinizia.

Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera può vantare una fotografia molto bella, e anche un senso di curiosità diffuso che riesce a instillare nello spettatore, nonostante sia lento e quai privo di dialoghi.

Il senso del film è chiaro: la ciclicità della vita e le sue varie fasi, compresi felicità e dolore. 
I cinque animali rappresentano ovviamente ciascuna delle varie fasi: il cane la fedeltà, il gallo l’esuberanza giovanile, il gatto il ritorno a casa, il serpente la trasmutazione e la tartaruga la saggezza.

Il film ha vinto diversi premi nel mondo, tra cui anche in Italia, ed è onestamente un film di buona fattura, che ovviamente piacerà solo a un certo tipo di pubblico. 
Io l’ho gradito abbastanza, anche se avrei preferito avere o più dialoghi ispirati oppure un significato più profondo ed evolutivo oltre alla mera ciclicità dell’esistenza... che comunque è già qualcosa, col film che a mio avviso è meritevole di visione.

Fosco Del Nero



Titolo: Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera (Bom yeoreum gaeul gyeoul geurigo bom).
Genere: psicologico, drammatico.
Regista: Kim Ki-Duk.
Attori: Oh Yeong-su, Kim Young-min, Seo Jae-kyeong, Ha Yeo-jin, Kim Jong-ho, Kim Ki-duk.
Anno: 2004.
Voto: 6.5.
Dove lo trovi: qui.