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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

mercoledì 27 febbraio 2019

Ink - Jamin Winans

I film come Ink sono il motivo per cui il cinema ha senso.

Ma andiamo con ordine: Ink è un film statunitense del 2009, prodotto da una compagnia indipendente di proprietà dello stesso regista Jamin Winans e realizzato con un budget di basso profilo, tanto che non tutti gli attori sono professionisti.

Il genere oscilla tra fantastico, orrorifico, psicologico e drammatico, ed essenzialmente segue le vicende di John ed Emma, padre e figlia legati da una sorte difficile: il lavoro che impegna molto l’uomo, il quale ha poco tempo da passare con moglie e figlia, la morte della donna, la seguente depressione di lui e l’assegnazione della bambina ai nonni, con l’uomo che si rituffa nel lavoro, ottenendo anche un certo successo, salvo poi ricevere una bruttissima notizia.

Ink mescola diversi piani di realtà: intanto passato e futuro, con le due linee che  non sono fisse, ma hanno una sorta di valenza ciclica… col cerchio che però può essere interrotto, come peraltro viene detto a chiare lettere nella storia.
In secondo luogo, il film mescola due piani contemporanei: la realtà fisica, nella quale agiscono gli esseri umani, e la realtà sottile, nella quale agiscono due gruppi contrapposti: il primo gruppo dona sogni felici ed energie positive, e sembra esser composto da angeli (non nell’aspetto, ma nella sostanza delle cose e negli intenti); il secondo gruppo ispira incubi e porta energie negative, e sarebbe composto dai corrispettivi demoni, chiamanti “incubus” (creature aventi punti in comune con i “voladores”, con i “dissennatori”, con i “vitoni”). Si viene presto a scoprire tra l’altro che in quella sorta di mondo astrale si diventa l’una cosa o l’altra, o altre ancora, in  base a come si è vissuto in vita (concetto esistenzialmente preciso).
Nella realtà fisica, peraltro, succedono delle cose come risultato di fatti nella realtà “sottile-invisibile-energetica” (e anche questo corrisponde alle leggi dell’energia).

Il film inizia con uno di questi esseri nefasti che rapisce l’anima della piccola Emma, la quale stava a casa dei suoi nonni: il suo nome è Ink, e intende sacrificare Emma per ottenere in cambio la liberazione dall’inferno in cui è finito (come risultato di un un suicidio, si viene a scoprire strada facendo).

Ink è particolare non solo nella trama, e in questi doppi binari, ma anche nell’estetica, giacché utilizza una gamma di colori innaturale, tendente al blu-azzurro-grigio, e si propone piuttosto luminescente, soprattutto nei contorni, dando una continua sensazione di meraviglia, come se ci si trovasse in un luogo “spirituale”… come in effetti per certi versi è, giacché il film ha anche una valenza esistenziale: bene contro male, angeli contro demoni, le scelte umane e il libero arbitrio, l’amore e l’affetto.

E, a proposito di quest’ultimo punto, impossibile non sottolineare la bellezza e la tenerezza della bambina scelta per interpretare Emma, tale Quinn Hunchar: non so se avrà una carriera cinematografica di rilievo, ma questo ruolo già basterebbe per la bellezza che ha regalato.
Si fa notare anche Jessica Duffy, che interpreta una donna-angelo chiamata Liev, che giocherà un ruolo fondamentale nel rapporto con Ink ed Emma.
Curiosa inoltre la figura di Jacob, una sorta di guida capace di intuire il corso degli eventi e di fornire agli uomini possibilità evolutive migliori; l’aspetto paradossale è che tale guida, chiamato “cercatore di sentieri”, è cieca.

Chiudo la recensione con una considerazione e alcune brevi citazioni dal film.
La considerazione è una triste considerazione: uno dei film più brillanti prodotti nell’ultimo decennio non è stato importato in Italia, probabilmente perché troppo strano, e difatti l’ho visto in lingua originale con i sottotitoli (realizzati da un gruppo di appassionati).
E veniamo ora alle citazioni dal film.

“Tic toc. Quest’uomo è fuori uso.”

“Tu non accetti neanche te stesso.”

“La colpa può provarla solo chi ha un’anima.”

“Ti nascondi pieno di vergogna, e non riesci a vedere quanto sei bello.”

“Svegliati.”

“Una cosa implica la successiva.
Un uomo ha delle debolezze, quindi ha dei difetti.
I difetti portano alla colpa, la colpa porta alla vergogna.
La vergogna si compensa con l’orgoglio e la vanità.
Quando l’orgoglio fallisce, la disperazione prende il sopravvento e distrugge tutto. Ciò che sarà il suo destino.
Qualcosa deve interrompere il flusso.”

“Posso sentire il ritmo.”
“Il ritmo?”
“Il ritmo del mondo. Siamo tutti parte di una canzone. Io ascolto solo la musica.”

Fosco Del Nero



Titolo: Ink (Ink).
Genere: fantastico, psicologico, horror, drammatico.
Regista: Jamin Winans.
Attori: Christopher Soren Kelly, Quinn Hunchar, Jessica Duffy,Jeremy Make, Marny Kennedy, Shelby Malone, Jennifer Batter, Eme Ikwuakor.
Anno: 2009.
Voto: 8.
Dove lo trovi: qui.