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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

mercoledì 8 ottobre 2014

Il ritorno del re - Il signore degli anelli 3 - Peter Jackson (film fantasy)

Con Il ritorno del re ho terminato di rivedere le vecchie serie filmiche cui tenevo di più: l’esalogia di Star wars, l’eptalogia di Harry Potter e la trilogia de Il signore degli anelli.
La quale, detta così, sembra nettamente la meno imponente delle tre, ma che, contando che ho visto le tre versioni estese di 3 ore e 10, 3 ore e 30, e 4 ore e 20 minuti, fa un totale di 11 ore, mica robetta…

Ad ogni modo, riprendiamo le fila del discorso, dopo le recensioni de La compagnia dell’anello e de Le due torri: avevamo lasciato i buoni vincitori al Fosso di Helm, e li ritroviamo ora nella programmazione dello scontro finale con Sauron, tutt’altro che sconfitto, pur senza la forza di Isengard e di Saruman, entrambi caduti.

Questo terzo film si presenta decisamente meno dinamico degli episodi precedenti: dopo il viaggio de La compagnia dell’anello e le battaglie de Le due torri, qua abbiamo i primi 50 minuti lenti e rilassanti, e con l’azione che riprende da lì in poi, non risparmiandosi fino alla fine della pellicola e della trilogia.

Stavolta le ambientazioni principali sono Isengard, Rohan, Gran Burrone, Minas Tirith, e ovviamente Mordor e il Monte Fato, destinazione finale del viaggio di Frodo e del fido compagno Sam.

Credo che la trama del film e dell’omonimo romanzo di J.R.R. Tolkien sia nota a tutti, per cui non mi dilungo oltre il necessario, sottolineando invece come ancora una volta il film sia uno spettacolo per gli i sensi: ambientazioni meravigliose, fotografia splendida, effetti speciali (quasi) impeccabili, colonna sonora d’eccellenza.
E non è un caso infatti che si tratta del film con più premi Oscar vinti: ben diciassette statuette, nonché l’unico film fantasy ad aver vinto il premio generale come miglior film. Ok, gli Oscar spesso lasciano il tempo che trovano, ma comunque è un bel riconoscimento, anche perché il film ha fatto incetta di premi praticamente ovunque.

E giustamente: tra la bellezza visiva, l’incedere della trama e la ricchezza emotiva, il film non ha un solo punto debole, se non forse, per i puristi di Tolkien, le numerose divergenze dal libro, che peraltro avevano caratterizzato anche i due film precedenti.

Come nel caso delle recensioni dei primi due film, anche stavolta riporto qualche frase interessante e qualche concetto altrettanto interessante, che va ad allungare la lista di cose “curiose”, che fanno pensare a una storia con uno sfondo esistenziale, se non proprio gnostico, cosa peraltro già abbondantemente evidenziata nelle due precedenti recensioni.

Intanto (e non è roba da poco), abbiamo Gandalf che completa le tre consegne di Gesù: dopo la predicazione della buona novella e lo scacciare i demoni, arriva ora la guarigione (di Pipino).
Abbiamo ancora l’occhio che tutto vede, nonché vari simboli degli occhi sparsi in giro.
Abbiamo ancora maledizioni e benedizioni.
E abbiamo certi nomi sospetti: Mithrandir, Nimrodel, Valar, Monte Fator.

Ci tengo peraltro a evidenziare quella che forse è la scena più intensa del film, che mi pare sia presente solo nella versione estesa: il momento in cui un emissario di Mordor esce dal cancello per parlamentare con i rappresentanti degli uomini, ossia il mago Gandalf, il re-guerriero Aragorn, l'elfo arciere Legolas, il nano Gimli e un paio di hobbit.
L'orco tira fuori la cotta argentata che era stata di Frodo e la getta addosso al gruppo, come prova del fatto che l'hobbit è stato catturato e torturato. E' una menzogna, ma nel gruppo scende la disperazione, sia perché la missione di Frodo sarebbe fallita, sia perché il loro amico avrebbe sofferto moltissimo.
E' una menzogna, ed una prova al tempo stesso: l'elegante e imperturbabile Legolas (corpo emotivo) non riesce a dire o fare niente, il sapiente Gandalf (corpo mentale) piange... mentre il guerriero Aragorn (corpo fisico) reagisce e taglia la testa al mostro bugiardo: quando emozioni e sapere non servono, occorre la forza-volontà, e questa è la prima simbologia.
La seconda è che non si cede alla paura, e il demone viene affrontato.
La terza è che gli si taglia la testa, ossi alla mente, fonte di inganni.

Interessante anche la scena, verso la fine, in cui Gandalf (potere sapienziale-spirituale) incorona Aragorn (potere terreno-secolare): praticamente abbiamo un Papa che incorona un Imperatore, e in senso più simbolico che storico, ovviamente (ossia abbiamo l'energia più sottile che elegge l'energia più densa, come dovrebbe essere sempre, sia fuori di noi che dentro di noi).

Altra scena, ancora più finale della precedente: la scena della nave che passa attraverso uno stretto tipo Colonne d'Ercole e si allontana. Sembra proprio un passaggio tra le due dualità, e infatti arriva a fine storia, dopo la vittoria. E infatti poco dopo vien detto: "Non si può essere sempre diviso in due. Dovrai essere saldo per molti anni"; tale frase pare riecheggiare tanto Gesù che Buddha nel loro insistere sulla unità in luogo della dualità-polarità, e sulla centratura in luogo dell'instabilità.

Giacché ci sono, cito anche il simbolismo dell'esercito di fantasmi che, finalmente assolto il proprio debito karmico, spezza la propria maledizione e può finalmente proseguire il proprio percorso.

Passiamo ora alle frasi interessanti.

"Ci sono cose, ora, in movimento che non possono esser disfatte."

"Dalle ceneri la fiamma sarà risvegliata; una luce dall'ombra spunterà.
Rinnovata sarà la lama che fu spezzata; il senza corona di nuovo re sarà."

"Cavalieri di Roan, giuramenti avete prestato: adesso manteneteli tutti."

"Casa è alle spalle, il mondo avanti, le strade da seguire tante."

"Nell'ombra il mio viaggio va, finché luce nel cielo sarà.
Nebbia e ombra, oscurità... tutto svanirà."

"Metti da parte il ramingo: diventa ciò che sei nato per essere."

"Respingeteli, non cedete alla paura, restate ai vostri posti.
Combattete."

"Vorrei che tu sorridessi di nuovo. Non piangere per coloro per cui è giunta l’ora. Tu vivrai per vedere questi giorni rinnovati; basta con la disperazione." 

"Aaaah, paura… la città ne è infestata." 

"Padron Frodo… svegliatevi." 

"Il viaggio non finisce qui: la morte è soltanto un'altra via.
Dovremo prenderla tutti."

"Ci sono luce e bellezza lassù, nessun’ombra può toccarle.
La grande cortina di pioggia di questo mondo si apre, e tutto si trasforma in vetro argentato."

"Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita?
Come fai ad andare avanti, quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro."

“Mio caro Sam, non si può essere sempre diviso in due. Dovrai essere saldo per molti anni.”

Insomma, siamo sempre in ambito dualità, energia, mondi sottili, reincarnazione, vita dopo la vita, percorso evolutivo. A proposito, lo stesso titolo è piuttosto simbolico: il ritorno del Re... e dunque c'è un Re che, dopo aver compiuto un difficile percorso, deve ritornare.
Per chi è interessato a tali simbolismi… per chi non è interessato rimane comunque il bellissimo film che è Il ritorno del re e la trilogia de Il signore degli anelli in generale.

Fosco Del Nero



Titolo: Il ritorno del re (Lord of the rings - The return of the king).
Genere: fantasy.
Regista: Peter Jackson.
Attori: Elijah Wood, Sean Astin, Viggo Mortensen, Cate Blanchett, Ian McKellen, Orlando Bloom, Christopher Lee, Dominic Monaghan, John Rhys-Davies, Andy Serkis, Liv Tyler, Hugo Weaving, Karl Urban, Brad Dourif, David Wenham, Billy Boyd, Sean Bean, Bernard Hill, Miranda Otto, Ian Holm.
Anno: 2004.
Voto: 8.
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