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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare.

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te.

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno.

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Se vuoi che il mondo cambi, inizia a darti da fare tu stesso.

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

Corso di esistenza

martedì 10 ottobre 2017

The boy and the beast - Mamoru Hosoda (film animazione)

Finora avevo visto un solo film girato da Mamoru Hosoda, ossia La ragazza che saltava nel tempo, il quale mi era piaciuto.
Oggi arrivo a quota due con The boy and the beast, di cui avevo letto ottimi commenti in rete.

Partiamo subito con la trama sommaria: Ren è un bambino che, scappato da un appartamento di Shibuya, ossia uno dei quartieri più famosi di Tokyo, finisce per caso in un mondo parallelo: Jutenkai, il  Regno delle Bestie. In esso non vi sono uomini, ma solamente animali senzienti, che vivono in una società in tutto e per tutto simile a quella umana, tranne che è meno tecnologica ed è più a contatto con la natura e l’energia della vita.
E anche con le arti marziali, tanto che a breve si svolgerà l’incontro tra due maestri per decidere chi sarà il successore come gran maestro del regno in questione (il maestro attuale sta per andare in pensione diventando una sorta di deità).

Ren è ovviamente spaesato, ma troverà una casa in quella di Kumatetsu, uno dei due candidati al titolo di gran maestro… e senza dubbio quello più impulsivo e più rozzo, tanto che tra i due si svilupperà da subito un rapporto di conflitto.
Sta di fatto che Ren, ribattezzato da Kumatetsu Kyuta, rimane da lui, e si allena per diventare guerriero, a sua volta aiutando Kumatetsu ad affinare la sua lotta.
Nel mentre passano gli anni: Ren diviene adolescente, e diventa un forte guerriero… e un giorno, anche stavolta per caso, trova la strada per tornare a casa.

The boy and the beast dura quasi due ore, e sono due ore meravigliose: l’animazione è bellissima, con immagini ben disegnate, movimenti fluidi e colori belli e vivaci.
È tutto davvero bello sia sul versante Tokyo, sia sul versante Regno delle Bestie, cosa doppiamente meritoria. A proposito, nel Regno delle Bestie si entra in un passaggio fatto di stretti vicoli labirintici che sa molto di tana del Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie... e forse non è un caso che il gran maestro del regno fantastico sia proprio un coniglio bianco.

L’incipit della storia, col bambino che a Tokyo incontra per caso una bestia mascherata da uomo, e che subito dopo incappa nel passaggio segreto tra i due mondi, è davvero invitante, ma quel che è più accattivante è l’ambientazione generale: raramente ho provato la sensazione, guardando un film d’animazione, che tutto fosse così ben fatto e accogliente.
E quando dico raramente, dico Miyazaki… e infatti Mamoru Hosoda è già stato indicato da molti come il nuovo Miyazaki.
Non che il vecchio se ne sia già andato, per fortuna, e anzi abbiamo anche il figlio al lavoro… per cui diciamo che tre sono meglio di uno, anche se fare bene come Miyazaki senior sarà difficile.

Oltre all’incipit, all’ambientazione e all’animazione, è buona anche la caratterizzazione dei personaggi, tanto che mi piacerebbe rivedere The boy and the beast in lingua originale, che di solito prediligo (amo il suono del giapponese, pur non capendolo... con l'eccezione di una ventina di parole che ho imparato a furia di sentirle mentre leggevo i sottotitoli), mentre stavolta avevo optato per l’italiano, trovando comunque un buon doppiaggio.

Un commento sulla trama: forse è l’elemento considerabile più debole, visto che non è nulla di trascendentale, e che anzi rispetta alcuni cliché, peraltro in buona parte prevedibili (l’elemento della balena, nel dettaglio, poteva tranquillamente essere evitato).
Ma The boy and the beast non è un film di trama, bensì un film di bellezza e di insegnamenti. Già, perché oltre alla bellezza visiva, esso propone anche situazioni e frasi che ne fanno un vero e proprio film di formazione… rispettando anche in ciò la tradizione dei film d’animazione giapponesi che li vuole educativi per grandi e piccoli, e non un intrattenimento leggero per bambini o per famiglie come spesso sono in Occidente.
In tal senso, il film va a parlare di percorso interiore, di acquisizione di forza, di perdono.

Ecco alcuni altri elementi di valore. 
L'allievo impara dal maestro, ma anche dal maestro impara dal rapporto con l'allievo e sale di un gradino più in alto: questo è un importante insegnamento evolutivo-spirituale.
Il precedente gran maestro (il coniglio bianco) sceglie di divenire il dio della risolutezza, a sottolineare l'importanza della determinazione e della disciplina nel percorso esistenziale.
Alla fine, l'insegnante si sacrifica, rinuncia a sé stesso, ossia all'ego, per rafforzare il suo studente.

A testimoniare ciò, ecco alcune frasi estrapolate dal film, tutte riferibili al percorso interiore, al di là del fatto che siano state pronunciate in un dialogo o in un contesto di combattimento.

“I mondi in cui noi bestie e gli esseri umani abitiamo sono separati, perché questi ultimi, che sono così fragili, spesso permettono alle tenebre di dimorare nei recessi del loro cuore.”

“Devi impugnare la spada nel cuore.”

“Un potere esiste non per essere ostentato, ma per essere amministrato.”

“Se sei un maestro, comportati come tale. Ti arrabbi per un nonnulla. Rinunci subito, dicendo che è impossibile.”

“È una bella cosa educare il tuo discepolo mostrandogli in prima persona gli sforzi necessari.”

“Con il dovuto rispetto, vi domando "che cos’è la forza"?”

“Io non ho muscoli d’acciaio, tuttavia, ecco: sono in grado di creare delle illusioni. Non le sottovalutate: a volte le illusioni sono più sincere della verità, e questa in parole povere… questa è la forza.”

“La forza? Chiedere questo a me non ha senso: io me ne sto sempre seduta qui come una pietra, nei giorni di pioggia come nei giorni di vento.”
“Perché mai?”
“Per dimenticare il tempo, per dimenticare il mondo, per dimenticare anche me stessa e così trascendere anche la realtà.”

“Trova da solo il significato.”

“So bene che non potrà mai diventare indipendente se non riuscirò a farlo da solo.”

“Il protagonista vuole vendicarsi dell’abominevole balena che gli ha portato via una gamba, ma in realtà, se analizziamo bene, non starà combattendo contro se stesso?”
“Contro se stesso?”
“In altre parole, la balena è uno specchio in cui si riflette.”
“Uno specchio?”

“Non vuoi sapere più cose, oltre a quelle che hai già imparato?”

“Chi sono?”

“Non restare lì in terra... vinci con le tue forze.”

“Non farti schiacciare.
Non devi perdere.
Tira fuori la tua forza”

“Cosa fai, dormi?
Sveglia!”

“Non stiamo mai combattendo veramente da soli.”

“Accumula il tuo ki.”

“Concentrati su un punto, poi miralo e colpisci senza esitazione.”

“Io non dubito.”

Con tutta questa bellezza… il film è stato proiettato nei cinema italiani per ben due giorni, e non ha nemmeno un commento su Amazon.
In Giappone, invece, incassi super. Quanto alle recensioni, ora c’è almeno questa.

Mamoru Hosoda dunque è promosso in pieno: mi vedrò anche gli altri suoi lavori, Wolf children e Summer wars, che poi sono i lavori di mezzo tra La ragazza che saltava nel tempo e The boy and the beast.

Fosco Del Nero



Titolo: The boy and the beast (Bakemono no ko).
Genere: animazione, fantastico, fantasy, azione, commedia.
Regista: Mamoru Hosoda.
Anno: 2015.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.

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