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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

mercoledì 14 marzo 2018

La ricerca della felicità - Gabriele Muccino (film drammatico)

Titolo: La ricerca della felicità (The pursuit of happyness).
Genere: drammatico.
Regista: Gabriele Muccino.
Attori: Will Smith, Thandie Newton, Jaden Smith, Cecil Williams, Kurt Fuller, Brian Howe, James Karen, Dan Castellaneta, Takayo Fischer, Kevin West.
Anno: 2006.
Voto: 4.
Dove lo trovi: qui.


Da sempre sono un fan di Will Smith e l’ho visto in tante sue partecipazioni, finora sempre gradite, quale più quale meno: da Willy il principe di Bel Air a Io sono leggenda, da Man in black a Io, robot, da Hancock ad After Earth, da Hitch a La leggenda di Bagger Vance.

Beh, probabilmente ci voleva la regia di Gabriele Muccino per rendermi un film di Will Smith noioso.
Sottolineo peraltro che, proprio sapendo di tale regia, nonché del polpettone drammatico che il film pareva essere dalla trama sommaria, il programma era di non guardarlo.
Me lo sono guardato perché il film mi era stato segnalato come film con contenuti esistenziali…

… che però non vi sono, per cui alla fine della fiera la mia sensazione originaria è stata confermata.

Comunque, giacché il film l’ho visto, ora ne faccio la recensione, a partire dalla storia del film, che peraltro si basa sulla vera storia di Chris Gardner, imprenditore statunitense milionario che ha attraversato un periodo di grande povertà e difficoltà, che è poi quello che inquadra il film di Muccino: siamo a San Francisco nel 1981, e seguiamo le vicende di Chris (Will Smith), della moglie Linda (Thandie Newton; The chronicles of Riddick, Rocknrolla) e del figlio Christopher (Jaden Smith, il vero figlio di Will Smith, che poi ritroveremo, più grande, in After Earth), una famiglia piuttosto disagiata in quanto a mezzi economici. Lui si è imbarcato in una poco lucrativa vendita di macchine mediche, mentre lei fa i doppi turni dove lavora per poter pagare i conti… con le difficoltà che non fanno bene alla coppia, che infatti a un certo punto si divide, con lei che se ne va a New York e lui che si lancia in una nuova sfida: superare un periodo di stagista non retribuito per poi essere assunto come broker in una importante azienda.

Il film, suddiviso in parti, cui lo stesso narratore-Chris dà un titolo, racconta per l’appunto le difficoltà vissute da padre e figlio, e soprattutto la grande determinazione del primo, che va avanti nonostante tutto.

La ricerca della felicità è un film essenzialmente triste, che salta da una tristezza all’altra, da una difficoltà all’altra. E che, anzi, ad esse aggiunge la classica beffa, visto che al protagonista non ne va bene una neanche per sbaglio.
Curiosamente, proprio quando le cose stanno per prendere una piega positiva, il film si conclude, rendendo evidente che l’intenzione del regista era proprio raccontare le difficoltà affrontate, e non dipingere un lieto fine.

Ora, di mio non sono portato ai drammi, specialmente se caricati ed emozionalizzati a bella posta, e certamente non vado alla ricerca di storie, che siano film o libri, con energie molto pesanti e avvilenti, motivo di fondo della mia valutazione assai bassa.

Anzi, se devo esser sincero mi spiace anche che Will Smith si sia prestato a un film di così basso profilo, e questo al di là della realizzazione tecnica, che è l’ultima cosa che guardo in un film… film che non mi stupisce peraltro che abbia avuto successo: intanto c’era la famiglia Smith in campo, fattore non da poco, e poi la gran parte delle persone ama drammi e psicodrammi, per cui nulla di strano.

In conclusione, se volete guardarvi un film di Will Smith meglio riuscito, provate con uno di quelli citati in apertura di articolo.
Se invece vi interessa un film con contenuti esistenziali, vi consiglio, sempre rimanendo su Will Smith, il bellissimo La leggenda di Bagger Vance.
Se, invece, volete proprio guardarvi un film di Gabriele Muccino, non so che dirvi. Magari migliorerà in futuro: tutto è possibile.

Fosco Del Nero