Titolo: Pleasantville (Pleasantville).
Genere: commedia, fantastico.
Regista: Gary Ross.
Attori: Tobey Maguire, Reese Witherspoon, Jeff Daniels, Joan Allen, William H. Macy, Paul Walker, Don Knotts, Jane Kaczmarek, Marley Shelton, Natalie Ramsey, Kevin Connors, J.T. Walsh.
Anno: 1998.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.
Anni fa trovai due film a me sconosciuti, e li vidi uno dietro l'altro: il primo era Existenz, il secondo questo Pleasantville.
In entrambi i casi sono stato fortunato, dato che entrambi i film sono due capolavori.
Tecnicamente Pleasantville è un film fantastico dal tono di commedia, anche se, e questo è un suo grande pregio, non manca di affrontare tematiche di grande importanza: l'amore, il razzismo, il confronto.
La sintesi della storia vi farà capire perchè si tratta di un film fantastico: David (Tobey Maguire, il futuro Spiderman) e Jennifer (Reese Witherspoon, Cruel intentions), fratello e sorella, si stanno contendendo il telecomando per cercare di realizzare i reciproci progetti per la serata, quando vengono sbalzati dentro la televisione.
Detta così sembra l'incipit di un filmetto di serie B.
Non è così.
I due finiscono nella cittadina di Pleasantville, nei panni di Bud e Sue, i protagonisti dell'omonima serie televisiva degli anni "50 (di cui David è un grande fan e in cui tutto è rigorosamente in bianco e nero).
A Pleasantville, come dice il nome, tutto è perfetto: la vita è tranquilla, i giardini sono curati, i ruoli sociali son rispettati da tutti, gli orari perfettamente scanditi, il clima sempre mite, etc.
David e Jennifer, tuttavia, spariglieranno le carte... soprattutto la seconda, in effetti, ansiosa più del fratello di dare un po' di colore a quel luogo perfettino e asettico.
E Jennifer-Sue ci riuscirà, con la vita della cittadina che muterà poco alla volta, accompagnata nel suo cambiamento dall'apparizione dei colori: prima un fiore, poi un orologio, poi un cancello, poi ancora un macchina... e infine gli esseri umani.
Il risultato finale sarà che la cittadina si dividerà in tradizionalisti-bianchieneri e innovatori-colorati.
E in sostanza Pleasantville, dietro la sua patina luccicante e tirata a lucido, affronta proprio questo argomento: il razzismo, la diversità, l'accettazione degli altri.
E lo fa, lo avrete capito, in modo assolutamente originale e brillante.
Chiudo con qualche considerazione sulla parte finale di Pleasantville.
1. Dopo un'ora e mezza di bianco e nero, il ritorno del colori è meraviglioso, metafora di come quello che diamo per scontato ci manca quando viene meno.
2. Il rapporto che si viene a creare tra David-Bud e la madre (quella della soap opera) è quasi commovente.
3. La sigla finale, Across the universe, cantata da Fiona Apple, chiude alla perfezione il film.
Buona visione, del trailer e del film.
Fosco Del Nero
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4 commenti:
Questo non l'ho visto: m'hai ricordato però l'atmosfera tremenda di "Dogville" e la poesia de "Il vento fa il suo giro".
Ciao Saamaya, e benvenuta sul blog. :)
Pleasantville e Dogville sono due film completamente diversi: intanto, Pleasantville ha i mobili. :)
E poi, mentre il secondo è un film drammatico, e pesantemente drammatico come hai giustamente scritto tu, il primo, pur affrontando tematiche importanti, lo fa con un piglio allegro e gioviale.
Io preferisco di gran lunga Pleasantville, ma immagino anche che sia questione di gusti.
Comunque procuratelo assolutamente e poi fammi sapere!
Fosco Del Nero
p.s. La poesia invece non la conosco: niente di strano, considerando che leggo molta narrativa, ma la poesia non mi piace.
mai vist, però ricordo bene la locandina, vista da qualche parte
Io invece non avevo mai visto la locandina!!
Fosco Del Nero
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