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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

martedì 17 dicembre 2019

L'uomo senza sonno - Brad Anderson

Quest’oggi recensisco un film decisamente particolare, che oscilla tra l’essere un film psicologico, un thriller e un’opera di tipo visionario: L'uomo senza sonno, girato da Brad Anderson nel 2004 e divenuto negli anni un piccolo film cult.
Peraltro, lo avevo già visto svariati anni fa, poco dopo che uscì, quando ancora non avevo aperto il blog Cinema e film, per cui la recensione arriva solamente ora.

Intanto, dico subito che, nella mia mente, l’ho sempre affiancato a pellicole come MementoNumber 23 o anche Fight Club, e già questo dovrebbe dare grossomodo l’idea del tipo di film di cui si tratta… anche se L'uomo senza sonno ha una sua specificità ben precisa.

Ecco in grande sintesi la trama del film: Trevor Reznik (Christian Bale; The prestigeEquilibriumThe new world - Il nuovo mondo) è un giovane uomo con gravi problemi di insonnia: non dorme decentemente da un anno. Con due ovvie conseguente: la prima è che il suo corpo, stremato dalla mancanza di riposo, e probabilmente anche ad una certa inappetenza, si è ridotto in condizioni critiche, con una magrezza estrema e un pallore spiccato. La seconda conseguenza è che la mente inizia a vacillare: spesso l'uomo perde la concentrazione, si ritrova da qualche parte senza sapere come ci è arrivato, e man mano assiste ad accadimenti sempre più sospetti e ambigui, tanto da sviluppare una sorta di mania di persecuzione, che mette in crisi quei pochi rapporti umani che ancora aveva, in primis quello con la prostituta Stevie (Jennifer Jason Leigh; indimenticabile in Existenz, a proposito di film visionari, e vista anche in Mister hula hoop), cui lui vuol bene, ricambiato.
Tra gli altri rapporti interpersonali, da citare i colleghi di lavoro, che ovviamente notano il peggioramento delle sue condizioni esteriori, la cameriera Marie, e l’ambiguo Ivan.
Se le cose stavano già prendendo una brutta piega in generale, peggiorano all’improvviso dopo un brutto incidente sul lavoro.

Detti gli estremi “anagrafici” del film, veniamo ad alcune altre cose.
La prima è una curiosità, e riguarda il fatto che Bale, per interpretare il ruolo in questione, ha perso circa 25 chili, scendendo a soli 54, passando da un fisico alto e muscoloso a un corpo emaciato e forse persino a rischio salute.

Altra curiosità: il film trabocca di riferimenti a Kafka e Dostoevskij, a sottolineare due direzioni del film: la prima visionaria, la seconda interiore.

E ora veniamo alla possibile interpretazione interiore-esistenziale de L'uomo senza sonno, film che già nel suo titolo suggerisce che si parli di “addormentamento”, e quindi di consapevolezza-inconsapevolezza.
Quanto al titolo inglese del film, The machinist, e al lavoro del suo protagonista, l’operaio in una catena di montaggio, esso si riferisce piuttosto chiaramente alla meccanicità dell’uomo.
L’introduzione dell’elemento dell’insonnia e di una sorta di perenne stato confuso di semi-coscienza, ma sarebbe più opportuno dire di semi-incoscienza, bissa quanto detto poco sopra. 
A certificare, o quantomeno a rendere probabile tale “vocazione”, si aggiunga che il film inizia e termina con una domanda: “Chi sei?”.
Lo stato di inconsapevolezza è testimoniato da quei momenti in cui il protagonista (che sarebbe ogni singolo essere umano) passa da una scena all’altra senza sapere come vi sia arrivato.
Altro elemento: il protagonista all’esterno vede se stesso, ma pensa che siano gli altri, il che è una messinscena del principio speculare… forse involontaria, ma tant’è.
In tal senso, è curioso il particolare di Trevor che insegue Ivan nella galleria e vede il numero di targa della cabriolet rossa: 743 CRN; poco dopo si vede che il numero di targa del veicolo di Ivan è  NRC 347… lo stesso al contrario, a certificare sia che Ivan sta in realtà seguendo se stesso, sia il principio speculare di cui sopra.
A fine film, come a certificare una dichiarazione di resa (e infatti c’è una resa sotto forma di auto-costituzione) il protagonista dice: “Voglio solo dormire”. Proprio come la gran parte dell’umanità contemporanea.

Insomma, L'uomo senza sonno è costruito in modo tale che lo si può vedere sia come film psicologico, sia come film con contenuti esistenziali… o ambo le cose ovviamente (alla fine è sempre un “ambo le cose”).

Al di là di tale possibile livello di lettura, L'uomo senza sonno di Brad Anderson è un buon film, ben girato, ben costruito, con una buona tensione scenica. Un po’ deprimente, forse, ma va bene.

Fosco Del Nero



Titolo: L'uomo senza sonno (The machinist)
Genere: psicologico, thriller, drammatico.
Regista: Brad Anderson.
Attori: Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside, Larry Gilliard Jr, Reg E. Cathey, Anna Massey, Matthew Romero Moore, Robert Long.
Anno: 2004.
Voto: 7.
Dove lo trovi: qui.