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Nella vita bisogna avere il coraggio di volare

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L'unico posto in cui puoi trovare la forza è dentro di te

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Ogni tanto ricordati di amare qualcuno

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Se vuoi cambiare il mondo, inizia a darti da fare tu stesso

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Sai ancora sorprenderti dell'esistenza?

giovedì 24 aprile 2008

La città incantata - Hayao Miyazaki (film animazione)

Vi dico sin da ora che tutti i film di Hayao Miyazaki prenderanno un voto altissimo. E non perché il regista nipponico mi abbia pagato per recensirlo bene, ma semplicemente perché i suoi film se lo meritano.

Il curriculum d'altronde parla da solo: decretato miglior film giapponese del 2001, Orso d'oro al Festival di Berlino nel 2002, Oscar come miglior film d'animazione nel 2003... e cito solo i tre principali riconoscimenti dei quaranta e passa ottenuti a livello internazionale.

Sorprendentemente, però, in Italia ancora in pochi conoscono La città incantata e Hayao Miyazaki.
Anche se una domanda sorge spontanea: è possibile non conoscere uno dei migliori creatori di opere cinematografiche, film o animazioni che siano, di tutti i tempi?

Ad ogni modo, ognuno ha i film che si merita, e noi siamo felici di avere Miyazaki e La città incantata.

In breve, il film è la storia di Chihiro, una bambina di dieci anni priva di poteri speciali o di doti particolari, la quale, semplicemente grazie al coraggio e alla determinazione, riesce ad ambientarsi nella bizzarra realtà in cui si viene a trovare a causa dei suoi genitori, nonché a salvare i genitori stessi, del tutto ignari di quanto successo (e anzi quasi ridicoli nella loro inutilità: che il regista volesse sottolineare la superiorità dell'età infantile, immaginifica, rispetto a quella adulta, più materialista?).
La realtà in questione è una sorta di centro termale per spiriti, gestito da una strega, portato avanti da una vasta manovalanza e frequentato dai "clienti" i più diversi tra di loro, alcuni tranquilli e altri meno tranquilli...

La città incantata ha un fascino sorprendente, e ha la consistenza di un mondo a sé: le ambientazioni sono bellissime, tanto nei disegni quanto nell'atmosfera, alcuni personaggi sono memorabili (la stessa Chihiro, Mastro Haku, Yubaba, il di lei figlioccio), le musiche son dolcissime (meravigliosa quella introduttiva del dvd e che nel film costituisce la sigla di chiusura; se vi interessa, la canzone si chiama Itsumo nando) e in tutta la storia si respira un'aria magica ma al contempo, per così dire, "didattica", giacché non si tratta semplicemente di un'avventura, ma di una vera esperienza formativa per la piccola Chihiro, alle prese con streghe, nomi rubati, spiriti dei fiumi... e naturalmente con sentimenti e rapporti umani.

Ecco a seguire alcuni elementi dal sapore vagamente esistenziale: il vento che spinge Chihiro e la famiglia dentro il parco, quasi li stesse spingendo verso il loro destino e una tappa del loro cammino; i genitori di Chihiro del tutto presi dalle cose materiali e specificatamente dai loro appetiti, letteralmente come gli animali che diventano poi; la "trappola" del parco che attrae uomini poco consapevoli-mezzo addormentati, li ingozza come animali da ingrasso e poi li uccide e li utilizza proprio come carne (concetto che ricalca un verso del Vangelo di Tommaso e che sa molto di cellula della "matrix"); le due gemelle streghe, antipodiche l'una rispetto all'altra, e per questo completamente complementari, come se si trattasse delle due energie duali del Tao che insieme formano l'unità (una delle due infatti dice: "Noialtre facciamo un adulto completo in due, eppure non abbiamo affinità"); il forte livello di compassione della protagonista, che si vede nell'affetto tanto verso i genitori, pur inconsapevoli, quanto verso Haku, lui più consapevole e forte.

E che dire poi delle parole della summenzionata sigla finale?
Ecco alcuni versi: "Mi sento chiamata da qualche parte in fondo al cuore. Sempre, anche per infinite volte, disegniamo un sogno. Piuttosto che fare il conto dei dispiaceri, con le stesse labbra cantiamo sommessamente. All'interno dei ricordi che vanno a chiudersi, ascolto sempre un sussurro che non voglio dimenticare. Anche in uno specchio mandato in frantumi si riflette un nuovo paesaggio. Non cerco più dall'altra parte del mare: ciò che risplende è sempre qui, poiché sono riuscita a trovarlo dentro di me. Ogni volta che ripete un errore, una persona non fa che conoscere l'azzurro del cielo azzurro. Anche se il sentiero sembra proseguire interminabile, queste mani possono abbracciare la luce. Il mistero dell'essere in vita e il mistero dell'andare a morire; così i fiori, così il vento, così le città, è lo stesso per tutti". In poche righe: la chiamata dell'anima, il sogno personale, emozioni basse ed emozioni alte, ricordi e voce interiore, principio dello specchio, ricerca interiore, errori ed evoluzione, percorso evolutivo, vita e morte: non credo che canzone e film siano stati realizzati con intenti d'insegnamento, ma sono una di quelle opere frutto di alta ispirazione che riesce comunque a trasmettere qualcosa di bello a chi guarda.

In definitiva, La città incantata è consigliatissimo, e Hayao Miyazaki e lo Studio Ghibli pure.

Fosco Del Nero



Titolo: La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi).
Genere: anime, animazione, fantasy, fantastico.
Regista: Hayao Miyazaki.
Anno: 2001.
Voto: 8.5.
Dove lo trovi: qui.